L’implacabile boomerang di Massimo Cacciari

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Autore originale del testo: Fausto Anderlini

di Fausto Anderlini – 16 dicembre 2017

Dunque c’è la Gruber che chiama al tavolo Severgnini e Cacciari e li istiga a parlar bene della Boschi e male di Liberi e Uguali. Contumace la Boschi, dopo la spettacolare tenzone col grande accusatore, in esilio perenne gli imputati ‘scissionisti’. Nell’ambito di questo esempio adamantino di deontologia dell’informazione s’odono perle di pensiero di inaudita lucentezza. Severgnini si sforza di metterla in simpatia e giunge a paragonare Liberi e Uguali a una lozione per capelli (peccato che manchi il pubblico a ridere a comando). Ma son di Cacciari le stoccate più paradossali. Prima consiglia il Pd di non candidare la Boschi perchè fa perdere voti, poi si corregge e chiede alla Boschi di dimettersi e non candidarsi da sè medesima per rifarsi una eventuale verginità. Allibita la Gruber.

Poi Cacciari imputa a Grasso di non essere un ‘professionista politico’. La Gruber è spiazzata perchè non avendo letto Weber e considerando la politica come ‘professione’ una brutta cosa pensa che sia un complimento per Grasso. Al chè Cacciari le rimprovera di non conoscere il significato di ‘beruf’ malgrado sia tedesca di madre lingua. Poi si passa ai numeri ed entrambi gli ospiti battezzano LeU fra il 5 e l’8, ma inclinando più sul basso che sull’alto. Ed eccoli smentiti dal sondaggio della 7 (di norma fra i più avari in oggetto) che dà LeU al 7 % (cioè facendo la tara abbondantemente sopra l’8). Freddo in sala. Infine la Gruber chiede a Cacciari se voterà il Pd. Lungo sospiro e poi sbotta che stavolta ci deve pensare, perchè è stufo di ‘votare il meno peggio’. E qui il freddo si fa gelo. E dire che la sera avanti Renzi ne aveva elogiato l’intelligenza quasi con le lacrime agli occhi. Col quel suo stile misto di snobismo, disincanto, disprezzo e incazzatura Cacciari è una mina devastante per ogni causa che vien chiamato a difendere. Quasi una quinta colonna inconscia. E lo si era ben visto già col referendum quando si sforzava di giustificare il Si con argomenti così autocorrosivi che a quelli del No bastava stare ad ascoltare.

Conoscendolo per antica frequentazione amicale so che egli disprezza profondamente il barnum mediatico al quale in questa fase di vanità senile non riesce comunque a sottrarsi. Di qui, probabilmente, l’esito paradossale e controintuitivo delle sue ‘bombe analitiche’ nel salotto televisivo. Se verso LeU dovesse perseverare l’ostracismo in atto vien quasi da puntare su Cacciari come al suo provvidenziale e permanente pubblico accusatore portavoce. Se poi gli si mettono ai lati la Gruber e Severgnini ogni roseo traguardo è alla portata.