Lo spirito macronista di Repubblica

per Gian Franco Ferraris
Autore originale del testo: Alfredo Morganti

di Alfredo Morganti – 11 dicembre 2017

Oggi ‘Repubblica’ apre a Macron. Gli concede il titolo di prima, a pagina 3 contrappone il suo ‘pragmatismo’ al ‘falco Netanyahu’, infine in quarta c’è pure un intervista a Castaner, l’ex socialista che guida adesso ‘En Marche’. Qual è il messaggio? Il ‘pragmatismo’ appunto e poi quello di una forza politica che sappia andare oltre i vecchi schemi (ideologici), oltre la distinzione di destra e sinistra per proporsi come forza di governo libera dalla grettezza divisiva della sinistra stessa. Parlare con tutti, dice Castaner, ecco l’obiettivo di questo nuovo tecnocrazia politica che si propone come nuova chance presente e futura. Che ‘Repubblica’ abbia voluto approfondire la questione ben oltre l’effettiva portata dell’incontro tra il Presidente francese e il primo ministro israeliano è persino lampante. Il ‘Corriere’, per dire, riserva altro spazio al colloquio: un richiamo bassissimo in prima, un taglio alto in quinta.

Cosa vuole ‘Repubblica’ (o almeno una ‘corrente’ di essa)? Facile. Vuole che si affermi una forza proveniente dalla sinistra ma ‘repubblicana’, fuori dagli schemi, pragmatica, ‘tecnica’ nella soluzione dei problemi, senza tante divisioni che inficino l’efficacia delle ricette proposte. Va a pescare Macron perché è un buon esempio a proposito. Rispecchiando, di fatto, un’opinione pubblica ‘storica’, laica, governativa, che vuole la sinistra ridotta a tecnocrazia con sopra una spruzzatina, al più, di diritti civili, che non guasta e in fondo fa tendenza. Renzi potrebbe essere buono alla bisogna se la smettesse, però, di fare di testa sua, e soprattutto di proporsi ben oltre le proprie effettive possibilità e capacità. Un principe, insomma, disposto ad accettare ottimi consigli da qualche grande vecchio. In nome di una modernità illuminata, efficentista e ‘compatibilista’. Asettica, verrebbe da dire, rispetto ai conflitti che animano il Paese e che toccano il sociale, mai come oggi così ‘diseguale’. Una medicina borghese e illuminata, da stanza dei bottoni, contro la ‘malattia’ della politica-politica, fatta di conflitti, classi, soggetti sociali, attriti di interessi e abissi di diseguaglianze.

Il macronismo, anche all’amatriciana o alla fiorentina, si manifesta in un formato così patinato ed elegante da apparire immediatamente falso: un po’ come curare il vaiolo con una tachipirina. Anche perché è, di fatto, una forma di conservazione ‘tecnica’ dell’esistente, appena infarinata da qualche diritto civile, e magari da un florilegio di bonus e regalie fatti apparire come una forma di ridistribuzione. Tutto meno che un progetto di governo effettivo di una società in pezzi, sempre meno coesa e sempre più impoverita. L’ennesima, inutile e forse dannosa, tiratina politica di ‘Repubblica’. Deja vu. Andiamo avanti.

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