L’ordine del cretino – Sergio Venturi è stato radiato

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di Fausto Anderlini – 4 dicembre 2018

L’ordine dei medici dell’Emilia, nota istituzione del ‘popolo’, come tutti gli ordini professionali, nel caso guidata da un equivoco personaggio con simpatie no-vax e in odore di qualche candidatura nel pollaio gialloverde, radia dall’albo l’assessore regionale del Pd in quanto tale, cioè nell’esercizio della funzione amministrativa, non perchè, essendo un medico, ha infilato una pinza arrugginita con garza putrefatta nello stomaco di un paziente.

Un atto di ciarlateneria che la dice lunga sul coma isterico in cui versano le istituzioni morali e il paese intero e che ottiene il plauso sguaiato del ras locale, e ora anche dignitario nazionale, dei 5S. Tal Bugani, il quale si precipita sul perseguitato come uno sciacallo assetato di linciaggio invitando a ‘spazzarlo via’ (e trovando perfino la compiacenza degli inutili idioti della sinistra cd. radicale). Spingendosi al punto di elevare l’ordine corporativo di una professione liberale (quanto di più prossimo ci sia a una casta) al rango di una magistratura inquirente con funzioni di spectre politica. Questo Bugani è un personaggio di infimo ordine di cui già i compagni di liceo, come so da personali confidenze, avevano colto i limiti intellettivi in tenera età. E tuttavia fa genere e scuola.

Si vorrebbe tanto evitare di dare addosso ai grillini, con la conseguenza di trarre la Lega dal mirino del vero ‘nemico’. Perfino Gentiloni è arrivato a chiedere una moratoria in tal senso augurandosi, con saggia iniziativa politica, di vedere schierati insieme i 5S e il Pd sulla questione del Global Compact. Ma diciamoci la verità: dove è possibile trovare la forza per tale sovrumano autocontrollo ? Il cretino politico, nella sua disarmante e perciò proterva imbecillità, suscita un’aggressività nemmeno paragonabile a quella che è sollecitata dal peggiore dei farabutti del campo avverso. Pari soltanto all’odio assassino che scatena il vicino di posto che sgranocchia patatine durante un film avvincente, o che a teatro scarta la caramella compiacendosi di biascicarla per tutto il corso della recita.

Quasi quasi verrebbe da augurarsi, se mai esistesse, che l’ordine dei fotografi, arte esercitata dal Bugani prima di trarre i suoi proventi dal gabinetto di Di Maio, lo radiasse dall’albo per manifesta stupidaggine, umana prima che politica. Di lì in avanti divieto assoluto di fare fotografie, e persino un selfie. La gogna fotografica potrebbe essere l’unica pena sensata per chi si macchia di procurato allarme antropologico. Ormai soltanto un ordine, magari proveniente dall’Olympus, ci può salvare.