In memoria di Aldo Naro

per Gian Franco Ferraris
Autore originale del testo: Mariapia Labita
Fonte: PoliticaPrima
Url fonte: http://www.politicaprima.com/2015/02/in-memoria-di-aldo-naro.html

di Mariapia Labita – 16 Febbraio 2015

Ancora violenza… mi pesa! Mi pesa come madre e come insegnante… Aldo Naro, il giovane medico ucciso in discoteca nella notte del 13 febbraio scorso, non lo conoscevamo ma si legge di un giovane impegnato a costruirsi una vita dedicata a salvare delle vite.

Aldo Naro università[7]

E, molto, mi ha colpito l’appello di Chiara, collega di studio di Aldo, che tramite il suo profilo Facebook ha voluto lanciare all’intera città di Palermo il proprio personale appello:

“Un appello a tutti gli adulti miei amici: raccontate la storia di Aldo ai vostri figli, assicuratevi che non sono persone che prendono a calci e a pugni gli altri, date un senso a questa morte del mio collega Aldo Naro che pochi giorni fa si era abilitato come medico proprio come me… che il mio stesso giorno, il 24 luglio, si era laureato dopo immani sforzi e sacrifici andati perduti… lui che ha faticato per salvare le vite ha perso la sua inutilmente… gli insegnanti che ho tra gli amici di Facebook, parlatene ai vostri alunni o se volete vengo a parlarne io… facciamo in modo che questa storia si sparga a macchia d’olio, non si può morire per un calcio sulla nuca…”

Come docente voglio accogliere il suo appello… dopodomani ne parleremo con i miei alunni che, nonostante siano piccolini, hanno già dimostrato la loro attenzione per la società che li circonda. Hanno già preso coscienza della violenza che agita il mondo… tutto il mondo… e soprattutto hanno tanto desiderio di comprenderne il perché.

Forse dovremmo immaginare un mondo gestito dai bambini…

Forse la scuola pubblica o privata che sia non ha saputo e non sa assolvere al suo ruolo

cagliari_violenza_su_compagno_di_scuola_bulli_inchiodati_dal_filmato_del_telefonino-0-0-431900Forse la politica, tutta intenta appunto a far politica fine a se stessa, dovrebbe riprendere il filo del discorso dalla scuola rendendola più presente in quelle realtà dove la violenza la fa da padrona, violenza inspiegabile, insopportabile, indescrivibile che si alimenta spesso a partire dai banchi di scuola e dove viene, ahinoi, sottovalutata con la scusante che si tratta di bambini… pertanto sempre più spesso giustificata dal cosiddetto mondo degli adulti.

Mi interrogo sugli adulti… se mai lo fossero diventati! Probabilmente si tratta di adolescenti che pur essendo diventati adulti esteriormente, sono rimasti adolescenti e, pertanto, poco preparati a diventare genitori.

Avere dei figli, crescerli in modo sano, e quindi, anche dal punto di vista della costruzione della propria identità personale, è una grande responsabilità.

No violenzaMa, non tutti, purtroppo, ne hanno consapevolezza e allora spetta alla scuola il PESO di questa enorme responsabilità: formare persone, cittadini, educare alla pace, alla non violenza, alla capacità di sapersi difendere civilmente da chi vuole prevaricare, da chi, credendosi forte del suo ruolo di BULLO, molto spesso STIMATO dal gruppo per questa sua capacità di imporsi, ritiene che la VIOLENZA sia la cosa che fa girare il mondo!

Non ce la farà la scuola SE non sarà capace di rivoluzionarsi attraverso una vera RIFORMA in cui si dia spazio ai docenti e agli alunni in maniera da garantire la possibilità che tra le parti si possa instaurare oltre che un rapporto Insegno/apprendo soprattutto un rapporto più UMANO fondato su Impariamo insieme/conoscendoci al fine di migliorare il mondo.

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