Il NO consapevole di Bersani e il lungo inverno dell’Italia

per Gian Franco Ferraris
Autore originale del testo: Francesco Contorno
Fonte: Politicaprima
Url fonte: http://www.politicaprima.com/2016/10/il-no-consapevole-di-bersani-e-il-lungo.html

Campagna elettorale PDdi Francesco Contorno – 10 ottobre 2016

Non è la simpatia o l’antipatia per le persone che fa esprimere giudizi positivi o negativi sul loro operato, ma il guardare la linea di pensiero che guida le loro scelte,il tentare cioè di comprendere le ragioni di fondo che inducono a una decisione piuttosto che a un’altra.

Pur non facendo parte ne dei suoi ammiratori ne dei suoi odierni interessati detrattori, quel che sinceramente mi colpisce di Bersani è il travaglio di quest’uomo che vedo come il politico saggio che nei momenti difficili della storia del suo Paese si interroga sull’opportunità e la bontà o meno di una scelta politica che presenta tutte le caratteristiche dell’improvvisazione, della confusione, dell’inconcludenza, della illogicità; e ciò a prescindere da quella che sarà la sua decisione finale.

A dirlo sono gli stessi che l’hanno ideata e proposta, ed è Renzi per primo che ne è convinto quando afferma che si tratta di una riforma perfettibile e quindi incerta nelle sue conseguenze logiche.

3 Bersani croE se all’interno del suo partito, si contesta a Bersani di avere lavorato egli stesso sulla proposta di riforma, non significa che l’esito finale abbia risposto alle esigenze profonde di cui ha bisogno il Paese. Le accuse di questo genere nascono sempre e purtroppo da una povertà di idealità o di amore e non tengono conto che, in quanti avvertono il senso della responsabilità, il cambiare il proprio pensiero per accordarlo alla verità è un atto di dignità e di onestà, proprio il contrario di chi cambia la verità per accordarla ai propri interessi, come si va sempre più evidenziando in questo attivismo scomposto di Renzi.

Oggi in Italia si gioca un fatto di etica e di costume, che sono presupposti sostanziali e non formali per tentare di recuperare una dimensione solidale alla nostra società che vive un lungo inverno di abusi, di diseguaglianze, di sperperi, di arbitri.

Ben sappiamo che la povertà, i poveri, il sottosviluppo, la fame, la mancanza di lavoro, non possono essere concepiti come semplici residui di progetti politici, al termine dei quali si tenta di medicarne le ferite, di arginare le conseguenze negative.

renzi675Dunque, il tentativo – per altro non scontato – di una riforma costituzionale che nasce dall’esigenza di migliorare la governabilità e non si preoccupa della scadente attività progettuale per dare compimento alla prima parte della Costituzione che è appunto l’impegno politico di includere in una visione complessiva i soggetti più deboli, da considerare risorsa necessaria e indispensabile per il cambiamento, evidenzia chiaramente che il progetto di questo governo è di puro potere immediato e che questa riforma nella sua reale consistenza appare ben lontana dall’esigenza di rinnovamento di cui il Paese ha bisogno.

Quel che oggi occorre al nostro Paese non è una presunta accelerazione della macchina politico burocratica, ma urge recuperare il senso etico della politica; non dichiarare di volere risparmiare sulla rappresentanza politica, ma urge altresì risparmiare sugli sprechi, sostituire i soggetti “indegni” con le persone per bene e fronteggiare la corruzione.

Un No motivato non è oggi contro un progetto politico di snellimento dei lavori delle Camere, ma contro uno squilibrio istituzionale, non è contro Renzi capo di un esecutivo pur deficitario, ma nei confronti di una politica ambiziosa, velleitaria e funzionale ai poteri forti, non è a favore di questo o di quello, ma a favore di un Paese che vuole salvare il proprio futuro.

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