Orfini e la bolla contrattuale

per Gian Franco Ferraris
Autore originale del testo: Alfredo Morganti
Fonte: facebook

di Alfredo Morganti – 11 agosto 2015

 

Matteo Orfini oggi chiede a gran voce che il PD dia al governo (guidato da un PD, peraltro) un ‘cuore sociale’. Intende riferirsi, forse, alla necessità di un’azione forte verso precari e poveri. Scoperta tardiva, anche perché viene dopo le grida da curva che molti esponenti del governo stesso hanno lanciato all’indomani dei dati Inps sulla stabilizzazione dei rapporti di lavoro. Ma se gli stessi curvaroli avessero rivolto la medesima attenzione anche alle parallele tabelle di Mediobanca, avrebbero scoperto che nelle grandi imprese l’occupazione nel 2014 è calata dell’1,1%, e lo stesso si prevede per il 2015. Crisi nera, dunque, altro che. Piuttosto la politica renziana sta gonfiando quella che Ciccarelli sul ‘manifesto’ definisce acutamente ‘bolla contrattuale’, dove per ‘bolla’ si intende una rappresentazione distorta, sopra le righe, irreale della realtà stessa. Sempre Mediobanca spiega, difatti, che nel 2014 sul mercato interno le vendite sono crollate del 4,3%, mentre l’Istat dice che a giugno la disoccupazione (quella vera, non i dati burocratico-contrattuali) è tornata al 12,7% e quella giovanile al 44% (è sempre Ciccarelli a sintetizzare le cifre).

Pochi hanno notato, ed è davvero curioso, che il dato delle stabilizzazioni (non di nuova occupazione si parla, per chiarire ancora, ma di precari che diventano ‘diversamente precari’ con i contratti a tutele crescenti) è molto eterogeneo sul piano nazionale. E squilibrato. Indovinate a discapito di chi? Del meridione, manco a dirlo. Se in Friuli-Venezia Giulia registriamo un +82,9% [di stabilizzazioni], in Umbria +67,0%, nelle Marche +55,5%, nel Trentino-Alto-Adige +54,3%, in Emilia-Romagna +52,6%, in Piemonte +52,0%, in Liguria +47,6%, in Veneto +45,9%, in Lombardia +41,3%, nel Lazio +41,0%, in Sardegna +40,0% e in Toscana +38,6%, i risultati peggiori si registrano nelle regioni del Sud: in Sicilia i contratti stabili nel primo semestre sono stati solo il 12,1% in più rispetto allo stesso periodo del 2014, in Puglia il 18,8% (sto citando il Fatto Quotidiano).

Quando si dice che non basta gonfiare le ‘bolle contrattuali’ per ottenere la ‘svolta’, che gli annunci, i tweet, le grida da curva e le spacconate mediatiche sono persino controproducenti, si dice proprio questo: che così gli squilibri restano, che le politiche del governo sbandierano miliardi per il Sud (comunicazione) ma poi agiscono (politica) in termini conservativi, e non di sviluppo strutturale. Che tutto resta com’è, anzi peggiora. E che, per sommo spregio, gli sgravi fiscali a favore delle stabilizzazioni sono venuti proprio da lì, dal sud, al quale sono stati tolti ben 3,5 miliardi destinati a finanziare le decontribuzioni! Soldi tolti al meridione per conservare, in sostanza, gli squilibri attuali, il medesimo divario nord-sud, visto che, ripeto, le stabilizzazioni sono più alte della media nazionale al settentrione e più basse (molto più basse!) al meridione. Ecco, dunque, cosa c’è dietro ai tweet del governo e ai cori da stadio mediatici dei ministri e dei presidenti del PD: ideologia, solo ideologia. Chiacchiere, comunicazione, annunci, spacconate, false ‘narrazioni’. Si toglie al sud per rafforzare il nord, questa è la sostanza. Come un qualsiasi governo di destra. E ditemi, in cuor vostro, se può continuare così.

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