Politica

Pubblicato il 15 maggio 2018 | di Marzio Breda

0

Per Mattarella è l’ultima carta prima delle urne

di Marzio Breda – 15 maggio 2018

Dovevano essere gli incontri destinati a chiudere la partita del governo. Invece 5 Stelle e Lega hanno confessato di essere ancora in mezzo al guado. Paralizzati. Infatti, hanno chiesto al Quirinale altro tempo, con le solite parole d’ordine di questa stagione, ma stavolta senza evocare la roboante formula del «stiamo scrivendo la storia». Ci bastano «pochi giorni», ha detto un sorridente Luigi Di Maio davanti alle telecamere, con un brillio di ottimismo negli occhi. No, «poche ore», ha tagliato corto un ruvido Matteo Salvini, che puntava a drammatizzare i problemi. E Sergio Mattarella il tempo ha deciso di darglielo. Malvolentieri, ma lo ha accordato per diversi motivi. Perché a 71 giorni dal voto ha esplorato tutte le combinazioni politiche per la formazione di una maggioranza, e tutte gli sono state inibite. Perché la sua proposta di un governo istituzionale, «di garanzia e di servizio», è stata accolta male, ciò che, se avesse voluto insistere, lo costringerebbe a riportare il Paese di corsa al voto, con esiti di instabilità probabilmente identici a quelli del 4 marzo. E infine perché l’ipotesi di un patto grillo-leghista è l’unica carta rimasta sul suo tavolo dopo che sono state scartate le altre, e non può archiviarla. Non ancora.

Se ieri avesse bocciato il loro tentativo, avrebbe rischiato una valanga di polemiche e recriminazioni, spesso strumentali. Come quelle su cui insiste Giorgia Meloni, presidente di Fratelli d’Italia, che contesta il mancato incarico al centrodestra in minoranza, senza ricordare che allora fu proprio Salvini, leader della coalizione, ad andare oltre, proponendo elezioni anticipate. Ecco dunque spiegata l’ennesima proroga. Il presidente ci si è rassegnato. E, fanno sapere dal Colle, siccome «non intende impedire la nascita di un governo politico che avvii finalmente la legislatura, ha preso atto della richiesta di Lega e 5 Stelle di avere qualche giorno in più… Le forze politiche faranno sapere loro quando saranno pronte». Già, quando? Se si considerano le difficoltà sul programma e la volontà dei due partiti di sottoporre a referendum paralleli l’eventuale accordo (i grillini con una consultazione on line sulla piattaforma Rousseau, i leghisti con il sistema dei gazebo nelle piazze), potrebbe passare l’intera settimana prima che bussino di nuovo al Quirinale. A questo orizzonte lungo deve adattarsi la pazienza infinita del capo dello Stato. Il quale, dopo gli ultimi colloqui, si è comunque convinto che la voglia di stringere l’accordo gialloverde ci sia sul serio. Certo, mantiene ovviamente più di un dubbio sia sul piano di fattibilità del «contratto» (da dove saranno pescati i miliardi di euro necessari a onorare le promesse fatte in campagna elettorale?), sia sulla pretesa di cambiare i trattati con l’Unione europea (ma sono consapevoli di quali difficoltà incontreranno a Bruxelles?).

Sono solo due esempi, fra i tanti possibili. Mentre per quanto riguarda il nome del candidato per Palazzo Chigi, una cosa l’ha accertata, ieri: pure lì una salda intesa tra i due interlocutori non c’è. L’unico a fare davanti a lui un nome per il ruolo del premier è stato Di Maio. Ma l’ha buttato lì a metà, «in grigio», spiegando che nel finale di partita potrebbe anche affiorarne un altro. Dubbi e diffidenze reciproche che magari hanno spinto Mattarella a rammentare una celebre raccomandazione di Ernst Bloch, il teorico del Principio speranza: «Bisogna sperare malgrado la disperazione. Anzi, proprio a causa di essa».

Autore Originale del Testo: Marzio Breda

Nome della Fonte: Il Corriere della sera

Tag: ,



Postato su NuovAtlantide per:


Torna Su ↑
  • Accedi

    Close
    *
    *
  • nuovAtlantide.org

    La community online per condividere la tua opinione.

    Il significato che vuole avere nuovAtlantide è di essere utile a chi vuole confrontarsi sui temi e problemi più vari, di promuovere il dibattito e conservare i contributi in un archivio accessibile a tutti, allo scopo di approfondire le questioni. Esprimeremo le nostre opinioni in modo chiaro, ma pensiamo che il dibattito deve essere libero, senza filo spinato e mine antiuomo.

    questo è il nostro motto:
    Disapprovo quello che dici, ma difenderò fino alla morte il tuo diritto a dirlo (Voltaire)

    Come iniziare:
    - Crea un account su nuovAtlantide.org
    - Inizia a postare articoli
    - Commenta gli articoli degli altri utenti

    Se gli articoli sono presi da altri siti web, ricordati sempre di scrivere autore e fonte.

  • Commenti recenti


  • Ecco le nostre Rubriche, clicca sul nome per accedere...
  • Alimentazione

  • Libri

  • Una Sera, una Poesia

  • Cesare Pavese

  • Riforme Costituzionali

  • Cambiare si può

  • Cose dall’Altro Mondo

  • Gli impubblicabili

  • TAV Terzo Valico

  • Racconti per l’Estate