Post lungo e politicamente scorretto

per Andrea Colli
Autore originale del testo: Elena Betti
Fonte: facebook

di Elena Betti  19 giugno 2015

(Condivido e metto in evidenza una interessante analisi della mia cara amica civatiana Elena Betti.) Andrea Colli

Se è pur vero che non c’è l’invasione degli immigrati come ce la raccontano è anche vero che rispondere alle sparate xenofobe con reazioni uguali e contrarie di questi tempi ha il solo effetto di far nascere un elettore leghista in più.

Perché è dagli anni Novanta che lavorano sulla paura dello straniero.
Perché Salvini sono sei mesi che va in TV a ogni ora del giorno e della notte, da quando i media l’hanno costruito a tavolino, forse perché qualcuno aveva deciso che era un avversario ideale per Renzi. Perché la guerra tra poveri fa comodo ai ricchi. Perché un nemico esterno è l’espediente più antico del mondo quando i governi non sanno che pesci prendere per farci uscire dalla crisi.
Ma soprattutto perché le bugie migliori sono quelle fondate su una parte di verità.

E la parte di verità è che non è tutto rose e fiori, che l’integrazione porta delle opportunità ma anche dei bei problemi che forse andrebbero affrontati con un occhio più attento per non darci la zappa sui piedi. Non possiamo dire alle persone dei ceti più bassi che si trovano talvolta a “competere” a colpi di ISEE con gli immigrati per alcuni servizi (la casa popolare o l’asilo per i figli) che sono dei visionari se avvertono che qualcosa è cambiato negli ultimi anni. Non possiamo fingere che sia normale il florilegio di venditori abusivi davanti a negozi che invece pagano regolarmente il suolo pubblico o che sul bus o sul treno il biglietto venga pagato più dagli italiani che dagli stranieri perché anche esigere i documenti può diventare un’impresa.

Attenzione. Non sto dicendo che Salvini abbia ragione. Sto dicendo soltanto che su queste piccole grandi cose Salvini fa il pieno di consensi perché è l’unico che sembra ascoltare il disagio che molti provano quotidianamente mentre gli altri sembrano richiamarsi a un’idealità moralmente ineccepibile ma troppo lontana per lenire la paura di non arrivare a fine mese o che la crisi non finisca mai.

E alla fine questa paura contagia tutti. Anche nella civilissima e benestante Danimarca gli omologhi di Salvini hanno fatto vincere la destra, perché si è fatta strada la paura che i figli di coloro che oggi godono di una società invidiabile con un welfare spaziale, si vedano strappare le conquiste sociali fatte dai padri.
Alla fine è un meccanismo psicologico molto semplice e per smontarlo non bisogna puntare sul senso di colpa ma sulla complessità, perché neanche la semplice verità basta più e gli appelli a un mondo più giusto generano assuefazione.

Perché l’immigrazione non è una cosa sola ma una galassia di situazioni diverse. I flussi non potranno essere fermati e non pare che ci siano le premesse per una seria risoluzione dei problemi a livello globale però i governi nazionali possono intanto gestire meglio alcune questioni, quelle in loro potere.

Tipo l’illegalità diffusa che ad esempio qui da noi riguarda tutti, non solo gli stranieri, perché se vivono in troppi e al nero in un alloggio minuscolo è probabilmente perché qualcuno lucra sul loro bisogno, magari qualche italiano. E se poi non hanno documenti lavorano in nero, fanno da manodopera alla criminalità italiana e straniera. Eppure, strano, nessun politico ha mai manifestato la volontà di intervenire in modo efficace su questo e l’Italia paga quotidianamente le sue tasse occulte alla corruzione e all’illegalità. Che hanno un ammontare stratosferico. Che portano alla guerra tra poveri di cui sopra. Perché poi, preferibilmente, i poveri italiani o stranieri che siano, vanno concentrati in un posto solo, un bel quartiere-ghetto magari, così si controllano ed eventualmente se le danno a vicenda senza disturbare.

Badate, per chi vive questa realtà dall’interno, il quadro generale spesso non è così chiaro ne’ interessante. Così, se a tutto questo rispondiamo con gli appelli e i post della bambina che da le caramelle agli immigrati, Salvini ce lo ritroviamo come presidente del Consiglio.

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