Primarie PD, zuppa e pan bagnato

per Gabriella
Autore originale del testo: Alfredo Morganti
Fonte: facebook

Il pan bagnato di Alfredo Morganti – 20 gennaio 2015

Oggi Goffredo De Marchis su ‘Repubblica’ racconta l’unico sorriso profuso dai renziani di ieri. È stato quando qualcuno di loro ha fatto «notare che l’emendamento Gotor è il 101, come il numero dei franchi tiratori che affossarono Prodi. ‘Vogliono fare il bis con Matteo?’, si chiedono». Stupefacente, no? Così i 101 erano i bersaniani! La manovra sarebbe stata contro Bersani (più che contro Prodi) fatta da Bersani stesso e dai suoi! Mentre ormai è stranoto che in quei 101 si riversarono quelli che fecero prima le prove di voto con Chiamparino (votazione per Marini) e poi decisero (votazione Prodi) che il presunto candidato zoppo andasse affondato con una bella coltellata alla spalle (tipo quella inferta a Letta successivamente). E con loro quelli che ritennero, macinando lo stesso obiettivo, di farsi spazio nell’apparato e conquistare posizioni in una sorta di guerra di posizione interna, salendo sul carro renziano convinti presuntuosamente di guidarlo.

Questo ribaltamento dei fatti, raccontato da De Marchis, non è mera ideologia, ma una truffa vera e propria. Ancor più sorprendente, se si pensa che il premier in queste ore sta accusando di tradimento Gotor e colleghi, la cui solo colpa è presentare emendamenti migliorativi della legge elettorale. Andatevi a leggere il lessico che utilizzerebbe nella circostanza Renzi, sempre a sentire il giornalista di Repubblica: “Mi vogliono accoltellare, ma attenzione: devono prendermi. Se mancano il bersaglio, poi sono loro ad avere un problema”, “non mi spavento certo di Gotor”, “se passano le loro modifiche io vengo sfregiato”, “aspettano l’ultimo minuto dell’ultimo giorno per accoltellarmi”. Così si sarebbe espresso Renzi dinanzi alla presa di posizione della minoranza PD. Ignorando il fatto che un partito (ma il PD non è nemmeno un partito, piuttosto un aggregato sparso di carriere) ha diritto a manifestare posizioni diverse da quelle del Capo. E che non basta mandarle in streaming una tantum e poi chi s’è visto s’è visto. La democrazia di partito è fatta di mediazioni, di soluzioni più avanzate e di dibattito aperto e anche acceso ogni qualvolta lo squilibrio delle posizioni sia forte, tale da lasciare troppi in dubbio o insoddisfatti.

Certo. Ma se il partito del futuro, quello della Nazione, lo si intende fare anche con gli avversari politici (ipotetici almeno) del partito attuale (il PD) allora le cose cambiano davvero. Perché vuol dire che “il partito nel partito” (quello della Nazione dentro al PD) ce lo ha piazzato lui, Renzi, non Gotor, e ancor prima quel partito il premier lo sta edificando con i patti segreti e le primarie aperte, anzi spalancate a tutte le intemperie, pure di destra. Perché queste non sono più le primarie del PD, a rigore, ma le primarie e basta, una specie di zuppa dove possono intingere tutti, ma proprio tutti. La zuppa nella zuppa, insomma. Anzi, il pan bagnato. Di certo una specie di minestrone in cui non si capisce più niente.

Babelezon bookstore leggi che ti passa

Articoli correlati

Lascia un commento

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.