Reddito di cittadinanza: é possibile grazie alla legge n. 262/2005

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 da news.supermoney.eu  di Riccardo Colao 11 maggio 2013
Pochi lo sanno ma applicandola l’Italia recupererebbe sovranità monetaria e capacità di controllo.

A volte le migliori soluzioni si trovano a portata di mano, addirittura si riesce a reperirle rovistando tra i cassetti di casa. Questa volta un rimedio all’ attuale stato di tendenza al “default” per le italiche casse lo scopriamo sugli scaffali della biblioteca nazionale.

Dai polverosi annali nei quali vengono puntualmente archiviate le leggi prodotte dal Parlamento abbiamo scoperto in Italia l’esistenza di una legge, approvata con tutti i crismi e regolarmente pubblicata in G.U. che da anni giace inapplicata, perché probabilmente e ingiustamente temuta da buona parte degli addetti ai lavori che fanno a gara per ignorarla e calpestarla. Si tratta della, a dir vero poco famosa, Legge n. 262 del 28 dicembre 2005.

L’Art. 19 comma 10, di questa legge sostanzialmente occultata recita testuale “Con regolamento da adottare ai sensi dell’articolo 17 della legge 23 agosto 1988, n. 400, è ridefinito l’assetto proprietario della Banca d’Italia, e sono disciplinate le modalità di trasferimento, entro tre anni dalla data di entrata in vigore della presente legge, delle quote di partecipazione al capitale della Banca d’Italia in possesso di soggetti diversi dallo Stato o da altri enti pubblici”.

Al termine della lettura del comma appare evidente come la semplice messa in pratica di questa “leggina” consentirebbe allo Stato italiano di recuperare immediatamente la sua Sovranità monetaria e con essa, in riferimento all’art 1 della Costituzione, di riottenere il completo controllo e possesso della Banca d’Italia e della sua moneta nazionale, di essere debitore verso la sua banca centrale come lo sono a tutti gli effetti Giappone e Cina. Ergo di garantire un un “Reddito di cittadinanza” senza creare debiti verso paesi terzi.

L’applicazione di questa legge magari prima che i politici, come è già stato in parte attuato dall’ex presidente Prodi, possano modificare l’art 3 dello Statuto di Bankitalia che prevedendo la maggioranza delle quote in mano allo Stato, modificherebbe lo status quo tutelando l’interesse dei banchieri e non quello dei cittadini.

Per sostenere questa proposta è stato predisposta una petizione che tutti i cittadini possono sottoscrivere sul sito Avaaz.