Renzi inaugura la Salerno/Reggio. I lavori non sono terminati ma cancellati

per Gian Franco Ferraris
Autore originale del testo: Alfredo Morganti

di Alfredo Morganti – 27 luglio 2016

SALERNO – REGGIO, L’INAUGURAZIONE E’ STATA GIA’ ANNUNCIATA. MA I LAVORI NON SAREBBERO FINITI, SOLO CANCELLATI.
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Gira una favola, l’ennesima, quella per cui i lavori sulla Salerno-Reggio Calabria sarebbero terminati. C’è già la data dell’inaugurazione, fissata da tempo: il 22 dicembre. ma è una favola appunto. Nemmeno Renzi ha il coraggio di parlare apertamente di ‘lavori conclusi’. Riferisce il Corriere della Sera, che “il premier ha confermato che il 22 dicembre l’arteria sarà percorribile senza restringimenti e deviazioni”. Insomma, si sono chiusi alcuni cantieri, ma non se ne apriranno di nuovi pur compresi nel piano originario. Così come si fa quando si vuole dare un’impressione di ordine in vista di una scadenza, e per esempio si rende per forza fluido il traffico, grazie alle pattuglie dei vigili, quando viene in città un comitato CIO, per valutare la candidatura a ospitare giochi olimpici. Mezzucci, insomma, soluzioni contingenti. Come spiega Repubblica.it, “in realtà, [entro il 22 dicembre] saranno completati i lavori avviati per l’ammodernamento dell’autostrada. Dall’opera, però, restano fuori circa cinquanta chilometri, tutti in Calabria, tratto di strada per il quale non sono stati stanziati i fondi e nel quale, quindi, resterà invariato il vecchio tracciato”. Renzi d’altra parte insiste soprattutto sul fatto che la A3 sarà percorribile a quattro corsie, non si sbilancia troppo sull’effettiva fine dei lavori. Voleva inaugurare qualcosa, lo farà.

Adesso spieghiamo meglio. Il vecchio piano di ammodernamento della A3, destinato in special modo alla sicurezza autostradale, a causa del quale l’autostrada stessa presentava dei cantieri aperti, è stato di fatto ‘concluso’, diciamo così, almeno in vista della scadenza del 22 dicembre. “Ci sono ancora lotti su cui lavorare – chiarisce al ‘Fatto Quotidiano’ Antonio Di Franco della Fillea CGIL -. In particolare il tratto Cosenza-Altilia, quello Morano-Castrovillari-Sibari e quello Pizzo-Sant’Onofrio non sono terminati”. Sono “tratti – continua Di Franco – che dovevano essere ammodernati, come era previsto nei vecchi piani di ammodernamento, ma che sono spariti nel nuovo progetto di restyling dell’Anas assieme ai miliardi di euro che servivano per metterli in sicurezza”. In questo modo, evidentemente, i lavori finiscono a discrezione, non quando lo prevede il progetto iniziale. La scadenza, creativamente fissata, viene prima della loro conclusione effettiva. “Quei chilometri non sono stati neanche appaltati – conclude Di Franco – Erano state pubblicate le gare ma non si sa che fine abbiano fatto. Non possiamo accettare dopo tanti anni che qualcuno venga e ci dica che la Salerno-Reggio Calabria è terminata”. Tempi contingentati, quindi, e persino soldi risparmiati da inserire in altre poste di bilancio.

Ecco come vanno le cose. Si annuncia il 22 dicembre, e l’annuncio fa fede sulla realtà. I lavori terminano per quella data, perché non sono più previste le fasi che li avrebbero protratti. È come inaugurare un grattacielo di 50 piani, fermandosi però al 30°. Gli altri venti avrebbero sforato l’inaugurazione, già prefissata e annunciata a tutti. È come ribaltare la realtà, come anteporre la notizia al fatto. È il famoso carro davanti ai buoi. È il trionfo del virtuale. Anzi, di una specie di realtà ‘aumentata’ dalle favole. Se prevalesse questa logica, ben prima di costruire la A3 si sarebbe già potuto dire: “il 22 dicembre andremo da Salerno a Reggio Calabria utilizzando le strade preesistenti, senza cantieri aperti, senza fastidiosi lavori”. Che sarebbero finiti, dunque, prima ancora di cominciare. Un miracolo italiano, l’ennesimo. Se il premier continua così, il ponte sullo stretto si comporrà degli attuali traghetti, e potrà inaugurarlo subito, pure domani, ancor prima della A3. Dicendo: si va a Messina senza nemmeno un cantiere aperto. Vero! Abbiamo una specie di Mago Sylvan. Un prestigiatore. Davvero: che taglio!

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