Il salotto della Gruber è diventato l’appuntamento seriale contro Liberi e Uguali

per Gian Franco Ferraris
Autore originale del testo: Pina Fasciani

di Pina Fasciani – 17 dicembte 2017

Ormai ottoemezzo è come un termometro politico. Non servono i sondaggi, spesso errati sulle intenzioni di voto, basta guardare quella trasmissione. È cominciato il fuoco di fila contro Liberi e Uguali ormai da qualche giorno.
È evidente che da una parte la Gruber non può far finta che la lista di sinistra non esiste e quindi è un indiretto riconoscimento che il suo peso politico va crescendo, dall’altro, proprio per questo, il tentativo è quello di sminuirne il peso, stimolando gli ospiti della trasmissione a pronunciarsi su di essa con domande a volte maliziose, tendenziose, e che spesso,fateci caso, contengono già un giudizio.

Insomma dalle domande ossessive su Renzi, stiamo passando alle domande ossessive su Liberi e Uguali e Grasso ma con l’intento opposto, di sostegno per il primo, di demolizione per il secondo.

Lo abbiamo visto nella trasmissione con Severgnini e Cacciari, lo abbiamo visto ieri sera con Luca Ricolfi e Anna Falcone.

Naturalmente gli ospiti non sono casuali, è tutto ben studiato e confacente allo scopo, tutti possono fare gioco.

Tralascio Severgnini che ha offeso anche gli elettori italiani che si “permettono” di parlare di Banche non capendo, a suo dire, una cippa in materia, quindi si è già qualificato da solo. Cacciari, l’emerito filosofo, invece fa gioco perché appare un emerito contestatore renziano, ma con enfasi polemica, si fa consigliere di Renzi stesso sollecitandolo a fare il Macron italiano, riconoscendolo di fatto come leader indiscutibile. Contestualmente demolisce Grasso solo perché è un Magistrato e pertanto ciò costituirebbe, a suo dire, una “macchia” più che una ulteriore garanzia. Personalmente reputo Cacciari poco credibile perché utilizzando la sua efficace verve contestatrice nei fatti, alla fine ha votato SI alla riforma costituzionale pur facendogli schifo, come disse al referendum.
Ma Cacciari fa gioco.

Ieri sera Luca Ricolfi,altro emerito esperto e osservatore politico, liberal liberista, ha attaccato la sinistra secondo lui incapace di interpretare dove va il mondo e pertanto si è dichiarato vicino a Scalfari a sostegno di Berlusconi potendo scegliere tra lui, Salvini e Grillo. Di Liberi e Uguali neanche l’ombra naturalmente. Il tutto condito dalla critica a Liberi e Uguali che non avrebbe un programma.
Ora posto che la lista Liberi e Uguali è nata il 3 dicembre, quindi l’altro ieri, costoro non sanno neanche, ma non lo vogliono sapere, anzi lo occultano, che proprio oggi e domani, in varie città italiane si terranno assemblee tematiche, aperte a tutti i cittadini per preparare con loro il programma elettorale, ma vabbè lasciamo stare .
Anche Ricolfi fa gioco.

Anna Falcone, anche lei bella come il sole, ha ribadito la sua idea di sinistra, che non è quella di Liberi e Uguali, ma è quella del Brancaccio, perché il Brancaccio si che partiva dal basso e era per questo “innovativo”. Liberi è Uguali,viceversa, non lo è perché è espressione di partiti e dove vi sono i leader , per cui la lista è personalistica, e frutto di non ben identificati accordi.
Ascoltandola, mi sono posta una serie di domande.
Ma all’Atlantico domenica 3 dicembre chi c’era ? Un popolo di sinistra disperso e riunificato finalmente lì quel giorno o cosa ? Quel popolo può ritenersi degno di dire la propria o non può parlare e scegliere solo perché proviene da storie politiche e da una coscienza politica ? Chi sarebbe il “basso” a cui fa riferimento la Falcone ? Perché il Brancaccio vale più dell’Atlantico? Perché la Falcone e Montanari sono più innovativi, come leader, di Grasso ? Come sono stati investiti di questo ruolo (perché lo hanno e a loro saputa) se non attraverso assemblee che anche Liberi e Uguali, ha tenuto in tutti i territori ? Perché le loro assemblee valgono di più delle nostre ?
Anna Falcone, e me ne dispiace, si è incanalata anche lei nel solco dell’antipolitica, contro i Partiti, riconosciuti dalla Costituzione che lei ha degnamente difeso con il NO, indebolendo di fatto il tentativo di ricostruire una sinistra unita nel Paese. Lì ci voleva coraggio e non c’è stato. Il perchè non oso pensarlo, ma forse nelle pieghe delle buone intenzioni si nascondono intenti rottamatori che nulla hanno di innovativo e nulla hanno di nobiltà politica.
Peccato, ma c’è ne faremo una ragione.
E anche lei purtroppo fa gioco.

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1 commento

Gianni 17 Dicembre 2017 - 12:09

Non ho mai pensato che tutti gli altri da destra all’estrema sinistra avrebbero accettato che nella leggera ed immutabile increspatura dello stagno politico italiano cadesse questo GROSSO movimento con Grasso. Quando la lotta si fa dura…

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