Salviamo il Parlamento, ancor prima dei parlamentari

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Leggo di appelli a salvare il Parlamento, proprio oggi che c’è stata una riduzione dei seggi che lo compongono. Benissimo, sottoscrivo. Ci vorrebbe (lo dico da anni) una legge proporzionale con sbarramento al 4 o 5% per rimettere l’Aula al centro dei giochi, e spero che nel Paese vi sia forza tale da consentirlo (perché la politica non è vincere ai punti ma avere la forza, anche percentuale, per mutare indirizzi e politiche). Il punto, aggiungo, è però un altro. Ossia che il Parlamento era già in pericolo, era già un’Aula “sorda e grigia”, c’era già il bivacco di manipoli, nonostante i quasi 1000 parlamentari assisi sugli spalti. Il tema non è di oggi, ma risale alla nascita della Seconda Repubblica e alla scelta leaderistica, maggioritaria, governamentale di quel dì (PD e destra complici in ciò, altro che i ‘terribili’ 5stelle). Anche disponendo di 10.000 parlamentari, con la conseguente necessità di fare un terzo anello come a San Siro e di allargare spropositatamente la bouvette per contenerli nelle pause, il problema non si sarebbe certamente risolto.

Non è la grezza materialità a decidere in questi casi, ma la forma, ossia le leggi elettorali, le prassi politiche, i regolamenti parlamentari, le ideologie sopravanzanti. Parrà codino dirlo, ma l’indignazione rende un po’ ciechi, e non consente di cogliere il punto dirimente. Questo: se non parte una Terza Repubblica che somigli un po alla Prima, se non cambiano le regole del gioco, le ideologie dominanti, le forme della contesa, e i partiti non tornano a militare con testardaggine nella società, invece di essere un club di classe dirigente avulsa, c’è poco da fare. E se gli scrittori di fb (io per primo) non cessano di sublimarsi in un post, e lottino invece per uscire dalla dalla bolla ideologica renzo-berlusconiana che ha colto tutti, ma proprio tutti, i giochi non cambieranno mai. Si può persino aumentare il numero dei parlamentari a 30 milioni, francobollandone uno per ogni cittadino restante in Italia, come la marcatura a uomo nel gioco del calcio, pur tuttavia le cose resterebbero comunque invariate. Clamorosamente invariate. Ostinatamente invariate. Tutto qui.