Sanità, cittadini costretti a rinunciare alle terapie

per Gian Franco Ferraris
Autore originale del testo: Stefania Sardisco
Fonte: politicaPrima
Url fonte: http://www.politicaprima.com/2016/03/sanita-cittadini-costretti-rinunciare.html

di Stefania Sardisco – 3 marzo 2015

La sanità costa allo Stato circa 110 miliardi all’anno. Una cifra enorme che fa gola, ovviamente, a tutti i partiti.

infermieriE spesso le cronache sanitarie diventano cronache giudiziarie… Ma chi verifica tutto questo? il problema fondamentale è proprio quello dei controlli nelle ASL, perché sono affidate agli stessi politici che hanno nominato i vertici e di fatto le governano. In Lombardia, per esempio, hanno arrestato dirigenti di ospedale perché si fregavano 1 milione di rimborsi non dovuti, pagati naturalmente dalla regione.

2014527162545dlC’erano cartelle truccate, visite private fatturate due volte, pazienti ricoverati inutilmente perché gli dicevano “cosi lei paga solo il ticket altrimenti deve pagare tutto”. E continuavano a occupare posti letto soltanto per incassare i rimborsi. Signore sottoposte a interventi di chirurgia plastica spacciati come una operazione antitumorale o addirittura per rimuovere una “giganstomastia”. Risultato: l’ospedale rimborsava anche 30 volte il dovuto mentre nella cassaforte del dirigente arrestato sono stati trovati Rolex d’oro e migliaia di euro in contanti. Negli ospedali pubblici, nel contempo, manca tutto sempre di più. Con la scusa degli accorpamenti e del risparmio a tutti i costi interi reparti vengono chiusi, riducendo così i posti letto. In questo modo si riempiono i corridoi di barelle.

infermieri-stress-364x245Gli operatori sanitari sono sfruttati al massimo. Manca il personale perché c’è il blocco delle assunzioni e, in particolare per gli infermieri, c’è una generazione che invecchia e non riesce più a star dietro all’incremento del lavoro. Sono stati aboliti i part time e i rinnovi dei contratti mancano da anni e lo stipendio è rimasto ai minimi termini.

Infermieri sotto stressBloccate anche le mobilità, l’aspettativa è a discrezione dell’azienda e l’esclusività del rapporto di lavoro è applicata con rigidità. Il blocco delle assunzioni costringe i lavoratori e infermieri a turni massacranti fino a 16 ore al giorno. E nel giorno libero hanno addirittura l’obbligo di reperibilità, tenuti a guinzaglio corto persino nei giorni di riposo.

I turni vengono organizzati con sei mesi di anticipo cosicché le eventuali esigenze devono essere programmate mesi prima… in pratica bisogna prevedere da qui a sei mesi se quel dato giorno può essere necessario restare a casa. Il personale, insomma, ostaggio di aziende che rischiano di fallire sulle spalle degli operatori sanitari e a spese dei cittadini.

cardarelli-barelle 1Le emergenze sono continue, barelle in corsia, stanze sovraffollate e pazienti parcheggiati lungo i corridoi. Ad Alghero i Nas hanno riscontrato ospedali in condizioni da “lager”. Stesso scenario all’ospedale Cardarelli di Napoli, all’ospedale Di Venere a Bari, e in molti ospedali pubblici. E allora, dove finiscono questi 110 miliardi di euro all’anno? dove sono i controlli? I cittadini devono sapere che la loro stessa salute è a rischio. Un cittadino su tre rinuncia alle terapie per colpa dei costi troppo alti dei ticket cresciuti del 20% negli ultimi anni. Esasperati dalla crisi e con sempre meno soldi in tasca rinunciano alle cure.

L’intento, probabilmente, è quello di privatizzare gli enti pubblici che a causa della corruzione e della speculazione hanno contribuito ad aumentare il debito pubblico e la pressione fiscale. E, come ben sappiamo, l’eccessiva incidenza delle tasse ricade sulle aziende sane, mentre il debito pubblico ricade sulle generazioni future che non ne hanno colpa.

I cittadini, intanto, devono continuare a pagare le tasse per mantenere in piedi aziende fallite e una classe dirigente perdente che ha creato danno a tutti, soprattutto ai più deboli della società.

WCENTER 0WFFDBQFKL NOMEORIG IMGCHGIL - 05311623 FOTO WEBSERVER - img27689 - nuovo pronto soccorso ospedale silvestrini perugia - - MARCO GIUGLIARELLIIl Sistema Sanitario Nazionale italiano è sempre stato un servizio di buon livello con quasi nulla da invidiare a quello delle altre nazioni. C’è purtroppo enorme differenza tra regione e regione e ancora oggi, infatti, continuano i tristi viaggi della speranza. Il livello qualitativo, spesso d’eccellenza, è a macchia di leopardo.

Le ingenti risorse pubbliche devono, quindi, essere spese con onestà e correttezza salvaguardando il personale che non può essere sfruttato oltre i limiti umani. Si facciano le assunzioni necessarie e si distribuiscano le risorse secondo le esigenze dei territori e nel pieno rispetto dei bisogni e dell’uguaglianza tra cittadini.

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