Se ne va Stéphane Audran: riposi in pace

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Autore originale del testo: Cineforum
Fonte: Cineforum

da Cineforum – 27 marzo 2018

Chi ama il cinema di Claude Chabrol, ama anche lei, Stéphane Audran, che di quel cinema è l’incarnazione.

Compagna d’arte e di vita del regista francese – ma diretta anche da Eric Rohmer, Bertrand Tavernier, Claude Miller, Samuel Fuller, Orson Welles… – Colette Suzanne Jeannine Dacheville (questo il suo vero nome) è morta oggi, 27 marzo 2018, all’età di 85 anni (era nata a Versailles il 2 novembre 1932).

Tutto è cominciato da I cugini (Les cousins, 1959), il film dell’incontro fatale, che la trasformò nell’attrice feticcio di Chabrol, da Donne facili (Les bonnes femmes, 1960) a I bellimbusti (Les godelureaux, 1961), da Landru (1963) a Le scandale (1967), anche se la consacrazione del suo talento e del suo fascino irresistibile arrivò con Les biches (1968), grazie a cui vinse l’Orso a Berlino come migliore attrice. E poi Stéphane (La femme infidèle, 1969), la prova straordinaria de Il tagliagole (Le boucher, 1970), gli anni in cui divenne un simbolo del cinema francese, vedi anche il ruolo ne Il fascino discreto della borghesia (Le charme discret de la bourgeoisie, 1972) di Buñuel, fino al 1978 di Violette Nozière, in coppia con Isabelle Huppert (Orso d’oro, mentre Stéphane vinse il César).

Una carriera lunga 85 film. Negli anni ’80 la ricordiamo soprattutto per Il pranzo di Babette (1987). Dopo di che la ritroveremo ancora una volta nei film di Chabrol (Giorni felici a Clichy e Betty). Ultima interpretazione nel 2008, in cui recitò in La fille de Monaco di Anne Fontaine.

Ma il caso vuole che la sua ultima apparizione sarà postuma, visto che Netflix nel 2018 presenterà The Other Side of the Wind di Orson Welles, film del 1972 rimasto incompiuto, ora destinato ad approdare per la prima volta sullo schermo grazie al montaggio di Bob Murawski: storia del ritorno sulla scena, a base di sesso e violenza, di un acclamato regista. Stéphane Audran faceva parte del cast insieme a John Huston, Peter Bogdanovich, Susan Strasberg, Lilli Palmer e Dennis Hopper.