Strage di migranti, cercasi Umanità

per Gian Franco Ferraris
Autore originale del testo: Alfredo Morganti/ Emanuele Morganti
Fonte: facebook

di Alfredo Morganti 12 febbraio 2015

Dare la colpa alla Libia per i morti affogati è stato pilatesco. Un segno di cinismo. Anche perché, chi tenta la traversata, giunge in Libia dopo mesi e mesi di cammino da luoghi lontani e impervi, morso dalla fame e dalla paura dei tanti conflitti locali che bruciano l’Africa. In Libia, a loro volta, potrebbero dire che è colpa proprio di quei Paesi di origine. E prima ancora della fame e della guerra in generale. E ci sarà pure chi dà la colpa dei morti alla vita in sé, all’esistenza che è ingiusta e, perché no, al destino cinico e baro, verso cui, si sa, c’è poco da fare. Una rincorsa indietro sino allo scaricabarile più beffardo. Che voleva dire Renzi? Che la guerra non è colpa sua, che la situazione caotica in Libia non dipende dal Governo italiano? Ma che c’entra questo con la chiusura di un’operazione che SALVAVA VITE UMANE? Nulla, non c’entra nulla. Nessun medico impreca contro il virus, ma fornisce una diagnosi, prescrive terapie, interviene sulle sofferenze, salva vite. Non rilascia interviste. Non cerca il consenso. Non è terrorizzato dal dissenso. Ditelo a quei medici che si battono contro Ebola, a chi sfida le infezioni a mani nude, a chi fa volontariato nei luoghi più impervi del mondo, gli stessi da cui quei migranti fuggono in cerca di una salvezza che gli viene negata con la morte. Il realismo politico è intervenire con efficacia sulla realtà data, non ritrarsi dicendo che è sempre colpa degli altri.

Oggi fonti del Viminale ci raccontano, a orologeria, che anche con Mare Nostrum ci sono state 3.300 vittime. È stato un argomento usato dallo stesso Renzi in un’intervista a Skytg24. Ma quando l’operazione Mare Nostrum fu chiusa Alfano e il Vimimale raccontarono invece un’altra storia, e sbandierarono i risultati positivi di quella missione: 150.000 persone salvate, dissero, di cui 94.000 recuperati dalla Marina Militare, 330 trafficanti assicurati alla giustizia, 32 navi militari impiegate nelle operazioni, 60 trasporti sanitari in elicottero, 13 interventi dei Marò verso navi sospette. Le organizzazioni umanitarie parlano di 22.700 bambini giunti in Italia sani e salvi. Renzi in Senato nel marzo scorso rivendicò il salvataggio di oltre 2000 vite da parte di Mare Nostrum in una sola notte. Quando il 24 settembre 2014 il premier parlò all’ONU disse: “ci presentiamo a questa Assemblea avendo salvato 80 mila vite umane”, invocando il doveroso omaggio per i salvatori. Cosa faceva, si appiccava delle medaglie sul petto? Che oggi si strappa via per quale motivo?

Gli sbarchi aumentano. Dice l’Ammiraglio Angrisano che oggi non è più emergenza, ma si tratta di un “popolo in fuga”. Servono perciò “interventi strutturali”. Vuol dire che dobbiamo porci il problema in modo più convinto, approfondito e lungimirante di oggi. Non vuol dire affatto facciamoli affogare tutti, perché aggiunge: “noi dobbiamo salvare uomini, donne, bambini”, mostrando un’altissima consapevolezza della missione che viene affidata alla Marina, ai marinai, a chi “tene ‘o mare”, cantava Pino Daniele. Salvare vite. Una consapevolezza che non sembra toccare gli uomini di governo, intenti soprattutto a fare due conti. Pare che Mare Nostrum ci sia costata 100 milioni di euro (9 milioni di euro al mese per un anno circa). Abbiamo salvato oltre 100.000 vite (per tacere di altro) impegnando, quindi, 1000 euro a persona. La domanda è: una vita vale 1000 euro? O meglio: non vale nemmeno quelli? La seconda domanda è: che aspetta il governo a progettare gli interventi strutturali di cui si diceva, che aspetta ad avviare un’azione forte verso la UE? Che aspetta a chiedere per questo l’urgenza, piuttosto che per l’abolizione delle Provincie?

Oppure il tema è un altro. Ossia la battaglia per il consenso elettorale, con Salvini che urla peste e corna contro l’immigrazione e il suo competitore democratico che deve dimostrare di essere più smart e veloce di lui ad alzare le barriere. E magari c’entra pure un’eventuale raccomandazione tedesca a non inondare l’Europa di immigrazione irregolare, la cui responsabilità sarebbe in toto addossata all’Italia, per quel suo essere una specie di trampolino immerso nel Mare Mediterraneo. La politica, insomma. La lotta per il potere. Le alleanze strategiche. I sondaggi. La necessità di sopravanzare l’avversario, di dire le sue stesse cose, in un modo diverso, certo, ma prima e meglio di lui. Il consenso, dunque, che non si conquista con scelte coraggiose e rischiose (come ci raccontano) ma semplicemente occupando tatticamente e furbescamente lo spazio dell’avversario. La sinistra (o presunta tale) che fa la destra ma che poi, quale contrappasso, non sa più in base a quali principi debba governare. Anche se salvare vite umane non è un fatto politico, è semplicemente una questione etica, è solo umanità. Ma di questo bene c’è scarsità, oggi, in Italia, a partire dagli scranni di Palazzo Chigi e dintorni.

———–

Emanuele Morganti

Il buon Renzi, si è pure dimenticato di dire, che se la Libia si trova nello stato disastroso odierno, è colpa di quella Europa e in particolare della Francia (senza contare gli USA), che hanno voluto abbattere a tutti i costi il regime di Gheddafi, senza avere un piano di rimpiazzo solido per gestire il dopo. Ucciso Gheddafi si sono tutti girati dall’altra parte, lasciano libero sfogo alle diatribe tribali e religiose…con i risultati che oggi vediamo. Un paese distrutto da una guerra civile/religiosa, in mano a persone senza scrupoli che si arricchiscono anche sulle disgrazie dei profughi che sperano di trovare una vita migliore in Italia e in Europa. Un paese senza interlocutori con i quali intavolare una sorta di accordo.

Babelezon bookstore leggi che ti passa

Articoli correlati

1 commento

Araldo 12 Febbraio 2015 - 18:10

Morganti sincero e anche “pungente” inizia la sua bella e documentata analisi (come sempre) con quanto sotto.
Io essendo più mordace perché, sentire tali idiozie mi portano a dire che chi le fa è solo un MISERO VIGLIACCO (il Papa ha detto usare termini giusti e non eufemismi) che gira il volto da un’altra parte come ha sempre fatto nella sua malefica vita da cialtrone.

<<>

Rispondi

Lascia un commento

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.