Terremoto, spettacolo e critica

per Gian Franco Ferraris
Autore originale del testo: Alfredo Morganti

di Alfredo Morganti – 31 ottobre 2016

Spettacolo e critica

L’informazione ci sta ‘narrando’ il dolore dei terremotati. Nella tradizione del giornalismo americano, il sisma è divenuta una ‘storia’. Siamo, così, più vicini all’idea di spettacolo che all’idea di cronaca, tanto meno all’idea del giornalismo investigativo. Sappiamo tutto della sofferenza, si insiste sui dettagli catastrofici, e la tv gronda di allarmismo, di iperboli drammatiche, di volti scavati dalla sofferenza, spesso dalla disperazione di chi ha perso tutto, compresa la vita dei più cari.

Poi succede che una giornalista mette il microfono davanti a una persona che sta cenando dentro una tenda allestita dalla protezione civile a Norcia. La domanda riguarda l’ultimissimo annuncio del premier, su container e casette di legno. Questo cittadino interrompe la sua cena e fa sentire una voce discorde, sia rispetto all’ufficialità della politica, sia rispetto all’informazione-spettacolo. Questo uomo dice che loro, a Norcia, sono terremotati dal 24 agosto, non da ieri. Se avessero utilizzato questo tempo, invece di mostrare una Norcia inattaccata dal terremoto e aperta al turismo, oggi i tempi dei container e delle casette sarebbero più brevi.

È una voce discorde questa, non è una voce del dolore, ma lucida, che sta ai fatti. Ecco, se il giornalismo facesse il cane da guardia anche nel momento del dolore, se la politica fosse più attenta e meno celebrativa delle chiamate all’unità del premier, se qualcuno vigilasse, scavasse i fatti invece di spettacolarizzare il disastro con narrative costruite secondo le regole della fiction, se accadesse questo, oggi tutto apparirebbe meno emergenziale, nonostante il sisma, e tutti farebbero ancor meglio il proprio lavoro, oltre che il proprio dovere. La critica (seria, fondata) non è da disfattisti, ma agevola il lavoro di tutti, e fa un servizio alla verità.

 giannelli

Ps È sempre in tv, col sisma e senza il sisma. Ci deve essere qualcuno che lavora per lui. A meno che il lavoro non sia quello di stare in tv. Allora si capisce.

Babelezon bookstore leggi che ti passa

Articoli correlati

Lascia un commento

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.