Uguale e universale. Così deve tornare a essere il nostro servizio sanitario nazionale

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di Rossella Muroni – 28 dicembre 2018

Molti si interrogano sul ruolo e lo spazio della sinistra, oggi. Personalmente credo non possa prescindere da un impegno forte e condiviso contro la povertà e contro tutte le disuguaglianze, da un lavoro in sostegno dei più vulnerabili e per uno sviluppo e una società sostenibili. Dalla capacità di analizzare il presente e progettare il futuro, avendo come obiettivo il benessere collettivo.

Nasce da questa lotta ostinata e contraria a ogni forma di diseguaglianza il mio sostegno alla proposta di legge costituzionale di modifica dell’art.117 promossa da CittadinanzAttiva per garantire a tutti, su tutto il territorio nazionale, di poter beneficiare del diritto alla salute e di prestazioni sanitarie e cure adeguate.

La tutela della salute è materia concorrente tra Stato e Regioni e purtroppo in seguito alla riforma del Titolo V della Costituzione si è andata consolidando una condizione di frammentazione e di difformità territoriale nell’assicurare i livelli essenziali di assistenza. Con regioni in grado di garantire servizi e prestazioni all’avanguardia, accanto ad altre in cui ci si trova anche al di sotto dei livelli essenziali. Una realtà che comporta, da regione a regione, forti disparità nell’effettiva tutela del diritto alla salute.

Siamo un Paese diviso, in cui la stessa prestazione o la stessa cura non è sempre garantita, in cui variano i prezzi, variano le liste di attesa e volte, appunto, varia proprio la disponibilità stessa di una cura, di una analisi o di un trattamento. Costringendo troppo spesso i cittadini a ‘migrare’ verso altre regioni per curarsi, spingendo chi può permetterselo a evitare liste di attesa di mesi anche per approfondimenti urgenti rivolgersi al regime privato, e tanti a rinunciare a curarsi.

Non è un caso se dopo la grande crisi l’aspettativa di vita degli italiani si è ridotta, come registrato dal Rapporto Osservasalute 2016 rinunciamo a curarci e a fare prevenzione perché troppo spesso i ticket sono salati, o dobbiamo pagare di tasca nostra lo specialista.

Eppure la salute è il bene più prezioso e dovrebbe essere egualmente garantita a tutti. Proprio questo principio fa dell’Italia un grande Paese civile di cui essere orgogliosi. Un principio che stiamo dimenticando di tradurre in pratica.

Per tornare a un Servizio sanitario nazionale davvero uguale e universale, CittadinanzAttiva ha chiesto ai parlamentari di presentare una proposta di legge costituzionale per una modifica ‘chirurgica’ all’articolo 117 della Costituzione.

Si tratterebbe di specificare che la tutela della salute è sì materia concorrente, ma ‘nel rispetto del diritto dell’individuo e in coerenza con il principio di sussidiarietà di cui all’art. 118“. Sperando che si arrivasse a un accordo ampio e condiviso sul testo, e quindi ad una approvazione rapida e bipartisan, l’associazione ha cercato il coinvolgimento di tutti i gruppi politici e ha accompagnato l’iniziativa con la campagna social #diffondilasalute.

Sposandone sia lo spirito che l’obiettivo, lo scorso giugno ho depositato la proposta di legge di CittadinanzAttiva alla Camera (AC 747). Ho appreso con piacere che anche l’On. Pella ha fatto altrettanto. Spero davvero che il testo venga calendarizzato presto e che si possa arrivare in tempi ragionevoli all’approvazione. Perché la salute è uguale per tutti.