Vanessa e Greta: gli sciacalli

per Gabriella
Autore originale del testo: Anna Porta
Fonte: facebook

di Anna Porta – 18 gennaio 2015

Torno ancora sul rapimento e successivo rilascio di Greta Ramelli e Vanessa Marzullo.

Scusatemi, ma l’argomento e le polemiche che ne sono derivate, sia sui media che sui social mi sta veramente avvelenando. In quanto volontaria di un’organizzazione umanitaria, in quanto essere umano, ma soprattutto in quanto donna.

Chiariamo un punto.

Le due ragazze sono state imprudenti e incoscienti nel voler andare in Siria con un’organizzazione raccogliticcia e forse anche senza preparazione? Sì, certamente sì; ma ricordiamoci che hanno vent’anni e a quell’età si fanno scelte spinte anche dall’incoscienza di volersi dare da fare per aiutare il prossimo. Molti loro coetanei, non scordiamocelo, perdono quasi tutto il loro tempo sui social, sui videogames e inseguendo i loro sogni dietro un reality.

Le polemiche seguite al presunto pagamento di un riscatto mi fanno pensare ad un imbarbarimento della nostra specie, quella umana. Quantificare monetariamente una vita umana mi fa orrore.

Quello che mi ha colpito di più è lo sciacallaggio che sta perseguitando queste due figure di donne, belle e giovani, culminato ieri con un articolo scritto su un sito feccia, prontamente rimbalzato sui social e addirittura sulla bacheca twitter di un nostro parlamentare, il prode Gasparri (anche se, vista la persona, non dovrebbe meravigliare poi tanto).

Dico figure di donne, belle e giovani, perché ho gli anni per ricordare il medesimo trattamento riservato alle due Simone di “Un ponte per” e, in maniera molto più simile a questo caso, alla giornalista Giuliana Sgrena.

Non ho visto lo stesso sciacallaggio riservato ad altri rapiti, tutti uomini, fatta eccezione per Enzo Baldoni, su cui la stampa più becera (Il Foglio, Il Giornale e Libero) si accanì in maniera miserabile, fino ad arrivare ad una copertina vergognosa, che campeggia come mia immagine del profilo per ricordarci quanto siano profondi gli abissi in cui versa una parte del nostro giornalismo italiano.

Non ho letto la stessa sporca indignazione riservata alle due ragazze nei confronti dei due nostri ultimi connazionali rilasciati, Marco Vallisa, rilasciato il 13.11.2014, e Gianluca Salviato, rilasciato il 16.11.2014, entrambi dipendenti di ditte che lavoravano in Libia, altro fronte caldo, e per cui è stato certamente pagato un riscatto, come per gli altri nostri connazionali rapiti e poi rilasciati. Forse perché entrambi uomini?

Spero vivamente nella prossima liberazione degli altri due nostri connazionali rapiti, Padre Dell’Oglio e Giovanni Lo Porto, entrambi recatisi in altri fronti caldi del nostro pianeta, la Siria e il Pakistan.

Soprattutto spero vivamente che gran parte dei miei connazionali ritrovi una parte dimenticata del loro essere, l’umanità.

Diceva bene Vittorio Arrigoni, altro nostro connazionale rapito e ucciso, su cui si sono versati fiumi di inchiostro e di sciacallaggio.

STAY HUMAN.

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