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«Le code assurde per un abbonamento ai mezzi», dal Corriere della Sera del 3 ottobre 2019 – lettera di Cristina Pavesi

“Sono un’insegnante di Milano, ho vissuto una strabiliante avventura all’info point di Atm. In linea con il nuovo trend ecologista ho da tempo abbandonato l’uso quotidiano dell’auto, convinta che, oggi, a Milano si possa fare affidamento sull’efficienza dei mezzi pubblici e così a settembre ho rinnovato l’abbonamento annuale usufruendo di un’ottima promozione che una nota catena di supermercati offre coi punti spesa. Purtroppo l’abbonamento parte da novembre, da qui la necessità di acquistare un mensile per ottobre. Né dal tabaccaio, né alle macchinette riesco a comprare un abbonamento mensile, quindi decido di rivolgermi al servizio clienti Atm. Ho chiamato un numero infinito di volte ma la linea cade appena composto il numero e questo vale per tutti i numeri online sul sito. Non ho altra scelta che recarmi all’info point più vicino, in stazione Garibaldi. Alle 14.30, il luogo è stracolmo di gente, mi accorgo che non consegnano più i numeri di prenotazione perché, mi dicono, già esauriti dalle 10 di mattina. Lo stesso vale per gli altri, pochi (3), info point della città, dove sembra che la situazione sia anche peggio. Questo fatto incomprensibile e assurdo per una città civilizzata e moderna come quella in cui penso di vivere, va avanti da più di un mese. Per accedere al servizio clienti occorre recarsi sul posto prestissimo la mattina, mettersi in coda per un biglietto e trascorrere lì tutto il giorno in attesa che arrivi il tuo turno. Tra la gente che aspetta, ho visto giovani universitari costretti a saltare le lezioni, studenti fuori sede, soli o accompagnati dalla mamma, uomini e donne che hanno chiesto ore di permesso dal lavoro. Sono ancora incredula che tutto questo capiti a Milano”.