Accordo M5S-Lega: sarà “una ca…ta pazzesca”

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di Vincenzo Musacchio, 10 maggio 2018

Il M5S ormai è diventato il partito personale di Luigi Di Maio (sopra di lui ci sono Grillo e soprattutto Casaleggio). La stessa cosa accade a livello territoriale: ogni regione ha il suo “capobastone” che decide tutto comunicandolo ai tre leader nazionali. E’ il tradimento delle origini: legalità, onestà, merito e trasparenza scompaiono. I “tre dell’apocalisse” decidono tutto! Aboliti i principi democratici basilari, spazio aperto per ogni tipo di compromesso.

Onestamente mi sarei aspettato un minimo di ribellione dalla base: invece ogni cosa che viene decisa dall’alto viene immediatamente assimilata e condivisa senza fiatare. L’assenza di spirito critico tra militanti e dirigenti è in tal modo sfruttata dai vertici. Nessuna ideologia, nessuna critica costruttiva, niente discussioni, il tutto sacrificato in nome del nuovo corso, in cui c’è solo il primato del potere come accade nei partiti tradizionali. Possono fare tutto: la loro unica preoccupazione è solo trovare il modo di comunicare anestetizzando le svolte e così facendo giustificando ciò che fino a un attimo prima era ingiustificabile. Nasce il governo “Lega-to-Stellato” nel quale Berlusconi, definito dai 5 Stelle il “male assoluto”, fa un grande gesto istituzionale, il passo di lato, per il bene del Paese: ne esce come un grande statista! Il suo assenso si chiama “astensione benevola”. Per come la vedo io sarà “una ca..ta pazzesca” (uso una metafora di fantozziana memoria) mai vista in Italia.

Semplificando: oggi Berlusconi autorizza Salvini a fare ciò che per oltre due mesi gli ha categoricamente proibito: perché mai? Ha paura del voto o ha ottenuto quelle “garanzie” che ha sempre preteso dai governi non suoi per starsene buono? Condivido la metafora usata da Marco Travaglio: “Mi sembra uno quei bei matrimoni dove il marito autorizza la moglie a mettergli le corna, e magari si diverte pure a guardare da dietro la porta”.  A pensar male spesso ci si azzecca. Speriamo che questa volta la frase di Giulio Andreotti sarà smentita dai fatti.

                                                                                                  (Vincenzo Musacchio)