Anna Falcone: tutti questi balletti intorno al PD sono desolanti

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di Anna Falcone – 19 settembre 2019

Tutti questi balletti intorno a cene e incontri di dirigenti politici per rifondare il PD sono davvero desolanti. Peggio: dimostrano lo scollamento dalla realtà di leader presunti o decotti che pensano di risolvere la questione con una cena fra contendenti. Ma possibile che non vi siate resi conto di essere stati rottamati voi e tutto un modo di fare politica che non ha nulla a che fare con la lotta alle ingiustizie e alle diseguaglianze su cui da sempre si fonda la Sinistra? Ma che credibilità può avere a Sinistra (ammesso che sia quello il campo che vi interessa) un progetto disegnato a tavolino e calato dall’alto? Possibile che non abbiate capito che è proprio contro quel’ “alto” che si è diretta la rabbia sociale di chi ha votato “altro” perché non si sentiva più rappresentata da voi?

Come giustamente dice anche Giuseppe Provenzano (Sinistra PD e – purtroppo – in minoranza), in una bella intervista rilasciata al Manifesto, qui il problema non è chi comanda ma chi si vuole rappresentare. E – aggiungo – cosa si vuole fare, in modo serio e credibile, per costruire una società più giusta e più umana. Questo obiettivo – come sottolineato anche dall’economista Emiliano Brancaccio pochi giorni fa sull’Espresso – non può che passare da due premesse: “unità fra i deboli” e un nuovo modello economico che si opponga decisamente al capitalismo globale e offra soluzioni più efficaci e credibili alle scorciatoie ipocrite e irresponsabili della destra populista.

Perché, sia chiaro, senza un programma del genere, le “Sante alleanze” basate unicamente sulla paura del fascismo alle porte non bastano, anzi, rischiano di essere controproducenti. Se l’obiettivo è, in definitiva, costruire una Sinistra seria, e possibilmente transnazionale, allora nessuno è autosufficiente: tutti debbono azzerare i loro gruppi dirigenti e mettersi a disposizione di un progetto più grande, innovativo nei metodi, coraggioso nelle proposte e costruito democraticamente dal basso. Un progetto in cui le associazioni, la cittadinanza attiva e i militanti impegnati in progetti sui territori – ovvero chi da sempre pratica nei fatti quella Sinistra sociale diffusa che è l’ossatura della nostro mondo – abbiano un ruolo centrale e riconosciuto. Non è plebiscitarismo, è condizione di credibilità per un tale progetto politico. Perché partiti di capi e correnti, non di popolo, non possono, né potranno mai rappresentare la Sinistra del futuro.