Azzardo Capitale: «Due ragazzi su tre giocatori abituali»

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di Antonio Maria Mira – 27 giugno 2018

Nella città di Roma, due ragazzi su tre (66,3%) tra i 13 e i 17 anni, ’giocano’ d’azzardo almeno una volta all’anno; il 36,3% ha dichiarato di essere giocatore abituale, più della metà sono ’giocatori assidui’ di scommesse sportive, gratta e vinci, slot machine, concorsi a premi. Sono i drammatici numeri della ricerca ’Adolescenti e azzardo: cresceranno dipendenti?’ realizzata dalla Caritas di Roma su 1.600 giovani nelle scuole e nelle parrocchie della Capitale. Il dossier è stato presentato ieri assieme a una guida sull’azzardopatia dei minori curata dell’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù, che dà suggerimenti su come riconoscere e gestire il problema e indica i percorsi terapeutici da seguire in caso di vera e propria dipendenza.
È un grave allarme quello che viene lanciato su «una drammatica dipendenza», come l’ha definita l’arcivescovo Angelo De Donatis, vicario del Papa per la diocesi di Roma, parlando di «una strisciante pericolosità per le singole persone e per la società». Per questo, ha aggiunto, «serve un’opera di discernimento per contrastare una cultura della tolleranza e della accondiscendenza che rovina le famiglie, porta all’usura, colpendo soprattutto le persone più fragili». Ma, ha avvertito, «non basta lanciare l’allarme. Serve educare alla verità della vita, all’uso consapevole della libertà dei ragazzi, per aiutare a non cadere del vortice del gioco patologico e a far rialzare chi ci è caduto». Da questo nasce la collaborazione col Bambino Gesù che, scrive la presidente Mariella Enoc, «ha deciso di fare la sua parte accanto alla Caritas diocesana di Roma» per «questo enorme problema sociale» che richiede «un enorme bisogno di attenzione e un altrettanto enorme senso di responsabilità da parte di tutti. Il nostro compito è proprio quello di sostenere le persone nel sentiero difficile della cura».
Il dossier della Caritas è purtroppo ricchissimo di cifre preoccupanti. Il 94,8% dei ragazzi intervistati conosce il Gratta e vinci, quasi il 90% il Lotto e il Superenalotto, l’89% le Lotterie, l’87,5% le scommesse sportive, l’86,8% le slot machine, l’84,1% il Bingo. «Tutti i ragazzi romani sanno tutto sull’azzardo. È una vera situazione emergenziale», commenta Elisa Manna, responsabile del Centro studi della Caritas. «Evidentemente – si legge nella ricerca – i fattori protettivi non stanno funzionando. Se pensiamo che il gioco d’azzardo è vietato ai minori in maniera inderogabile in ragione della maggiore vulnerabilità ed esposizione al rischio di dipendenza e di alterazione della salute che i ragazzi subiscono, proprio a causa delle caratteristiche dell’età, la gravità di queste cifre appare ancora più preoccupante». Quali gli strumenti di conoscenza? I ragazzi romani hanno saputo dell’esistenza dell’azzardo dalla pubblicità in tv (80,6%), oppure da quella online (67,3%), o si sono imbattuti nell’azzardo nel bar/tabacchi (64,8%). Numeri che confermano la necessità di un divieto della pubblicità dell’azzardo ma anche regole più severe sulle localizzazioni delle ’sale gioco’. Infatti oltre un terzo dei giovani ha un luogo di ’gioco’ a 5 minuti da scuola, e comunque, ’attraverso l’online, ha accesso a tutto quello che desidera. È il cosiddetto ’azzardo di prossimità’, che invade anche luoghi insospettabili.
Secondo gli intervistati, i ’giochi’ maggiormente praticati tra i minorenni sono le scommesse sportive (88,3%). Segue il gratta e vinci (48%), più praticato dalle ragazze. Subito dopo le scommesse online (30,2%) in costante aumento, così come per gli adulti. È lo smartphone (69%) infatti lo strumento più utilizzato dagli adolescenti romani. «I risultati ’parlano’ da soli – commenta la Caritas romana –: i ragazzi sono tutt’altro che vaccinati rispetto ai pericoli dell’azzardo e manifestano atteggiamenti di eccessiva fiducia nelle proprie capacità di controllo rispetto all’impulso del gioco». «L’azzardo ti porta a pensare che i problemi si risolvono con un colpo di fortuna – riflette monsignore Enrico Feroci, direttore della Caritas romana -. Questo è deleterio per il singolo e per l’intera società perché non la fa crescere, la distrugge. Quanto tempo, quanti soldi tolti ad altri impegni! E invece non ce ne rendiamo conto, anzi incentiviamo l’azzardo».
Così quasi il 90% dei ragazzi definisce l’azzardo «un’attività in cui si utilizza del denaro per vincerne altro, affidandosi alla fortuna». Nessuno o quasi ha citato termini come svago, abilità, competenze, rischio, pericolo. Il 38,5% riconosce l’esistenza di rischi ma afferma che «stando attenti» non succede niente, il 16,1% sostiene che se si è fortunati non succede niente di male e si possono fare i soldi. In sostanza prevale l’idea tra i ragazzi di una certa normalità dell’azzardo, e solo il 13,6% dichiara che andrebbe vietato.