Battisti trofeo di caccia del governo gialloverde Salvini/Bonafede

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di Gianmarco Bachi – 16 gennaio 2019

Tecnicamente il ruolo svolto da Salvini nella cattura di Cesare Battisti è paragonabile a quello del cognato del portinaio di Einstein nella scoperta della relatività generale.

Alla luce del video di Bonafede è probabile che la scossa di terremoto registrata in mattinata fosse Beccaria che si rivoltava nella tomba.

 

di Benedetta Piola Caselli – 15 dicembre 2019

Non si tratta di difendere Cesare Battisti, ma la dignità che si deve riconoscere ad ogni persona.
Lo spettacolo indecente di un ministro che pubblica sul web una esecuzione di pena con sottofondo di musichetta trionfale, i proclami salviniani, la pubblica vendetta per fatti di quaranta anni fa (e che in pochi ricordano con esattezza) , danno la misura del degrado morale del paese.
Cosa diceva il Censis a fine anno? Che stavamo finendo molto in basso?
Ecco.
Non è la dignità di Cesare Battisti ad essere violata, è quella di tutti noi.

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di Anna Falcone:

Premetto che combatto e condanno da sempre ogni forma di violenza, e a maggior ragione – SENZA ALCUNA GIUSTIFICAZIONE O APPELLO – il terrorismo, in tutte le sue forme e asserite sfumature politiche. Detto ciò, mi piacerebbe che lo stesso impegno profuso per assicurare alla Giustizia Cesare Battisti si impiegasse per fare altrettanto con i troppi latitanti a piede libero in giro per il mondo. Prima e a prescindere dal loro orientamento politico. Possibilmente – come giustamente sottolinea Antonello Caporale – con la serietà, la terzietà e il rispetto, della legge e della persona umana, che sono alla base dello Stato di Diritto. Perché si tratta di uomini e non di “trofei” da esibire o dare in pasto alle masse. In democrazia si fa così.

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di Gianni Barbacetto

Giusta soddisfazione quando si riesce a far tornare in Italia uno che è stato ricercato per 37 anni. Dopodiché la soddisfazione non deve trasformarsi in uno spettacolino sciocco.
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C’è però una stagione con cui i conti non sono proprio stati fatti, perché delle stragi fatte, della stagione iniziata il 12 dicembre 1969 e proseguita almeno fino alla strage di Bologna non abbiamo quasi i colpevoli se si esclude appunto Bologna con Mambro e Fioravanti che però sono in giro liberi. Sono stati identificati i colpevoli per la Strage di Brescia ma non sappiamo chi sono gli esecutori, di piazza Fontana non sappiamo quasi nulla. Ecco, non ci sono latitanti per quella stagione lì perché non ci sono colpevoli, e non ci sono colpevoli perché sono state sottratte prove e testimoni per cui i processi non sono riusciti a condannare gli indiziati.
Abbiamo addirittura un paradosso incredibile :c’è un colpevole della strage di piazza Fontana che si chiama Franco Freda che vive libero in Italia e continua a fare l’imitore nazista perchè non può essere riprocessato essendo stato definitivamente assolto nel primo processo per la strage e anche se nel successivo processo si dice che l’ideatore della strage è proprio lui Freda non può più essere indagato.
La storia va studiata tutta insieme, evitando poi di fare le sceneggiate propagandistiche viste ieri.”

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#Battisti – Comunicato dell’UCPI – Unione Camere Penali Italiane:

Quanto accaduto ieri in occasione dell’arrivo a Ciampino del detenuto Battisti è una pagina tra le più vergognose e grottesche della nostra storia repubblicana.
È semplicemente inconcepibile che due Ministri del Governo di un Paese civile abbiano ritenuto di poter fare dell’arrivo in aeroporto di un detenuto, pur latitante da 37 anni e finalmente assicurato alla giustizia del suo Paese, una occasione, cinica e sguaiata, di autopromozione propagandistica.
I ministri Bonafede e Salvini hanno ritenuto di doversi presentare in aeroporto, dove erano stati zelantemente predisposti palchetti, per esibirsi in favore di telecamera, evidentemente al fine di acquisire nell’immaginario collettivo il merito di un evento frutto, come è ben noto, del lavoro ultratrentennale dei vari governi che si sono succeduti nel tempo, al pari delle forze di polizia e dei servizi di sicurezza e di intelligence.
Addirittura sconcertante è che il Ministro della Giustizia abbia diffuso un video, con sinistro commento musicale, titolando di “una giornata indimenticabile”; e non ci sono state risparmiate foto ricordo del detenuto, con due agenti della polizia penitenziaria al fianco, in spregio di espliciti divieti normativi.
L’Unione delle Camere Penali Italiane esprime tutto il proprio sdegno e la propria riprovazione per questa imbarazzante manifestazione di cinismo politico in una occasione in cui lo Stato aveva già dimostrato la sua superiorità senza gratuiti clamori. Altro è esprimere legittima soddisfazione per la conclusione di una lunga latitanza di un cittadino raggiunto da plurime sentenze definitive di condanna per gravissimi fatti di sangue, altro è esporre il detenuto, chiunque egli sia, qualunque sia la sua colpa, come un trofeo di caccia, con foto ricordo al seguito.
Una pagina umiliante e buia di malgoverno, che rappresenta nel modo più plastico e drammatico un’idea arcaica di giustizia ed un concetto primitivo della dignità umana, estranei alla cultura del nostro Paese.