Bocconi avuti e bocconi negati

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Autore originale del testo: Luigi Altea

di Luigi Altea  4 ottobre 2018

Devo ringraziare il presidente dell’INPS Boeri.
In Sardegna quando non si vuole aiutare materialmente qualcuno in difficoltà economica, gli si dice “a perdonài”. E cioè, “perdonami”.
E’ probabilmente la risposta meno ipocrita che si possa dare ad un bisognoso, cui si nega un piccolo aiuto.
Si riconosce, infatti, che si potrebbe, se solo si volesse, fare qualcosa…
Ci si sente in colpa e si chiede perdono.
Altrove in Italia, invece, si dice “mi dispiace”.
In Francia dicono “desolé”…
Chissà quante volte avrò detto mi dispiace e desolé!
Nel dirlo ho sempre provato molto imbarazzo, per la palese ipocrisia, essendo evidente che non ero dispiaciuto, e che ancor meno ero sconsolato…
Imbarazzo molto spesso accompagnato da un po’ di vergogna.
Infatti, per quanto sia stato sempre povero anch’io, non lo sono mai stato a tal punto da non poter rinunciare all’equivalente di un panino, in favore di chi aveva più fame di me.
Il presidente Boeri mi ha dato una brillantissima idea, che mi ha tolto da ogni impaccio.
Ora so cosa bisogna rispondere!
Oggi  ad un clochard che mi chiedeva un euro, ho finalmente dato la risposta sincera e intelligente.
Io di euro gliene darei anche cinque, ma non glieli do perché la spesa assistenziale non aiuta la crescita!
Ma io non voglio crescere, io voglio mangiare, mi ha risposto il poveretto.
Ma se lei mangia, il PIL non aumenta, ho replicato.
Merde, allez vous faire foutre, ha esclamato il mio interlocutore che, non essendosi laureato alla Bocconi, non capiva nulla di economia…