Calenda, le primarie Pd, “siamo europei” e la pancia

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Autore originale del testo: “Circo Massimo - Radio Capital”
Fonte: “Circo Massimo - Radio Capital”

Da “Circo Massimo – Radio Capital” 4 marzo 2019

 

CALENDA IN COSTUME APPENA USCITO DAL LAGHETTO DI MONTAGNACALENDA IN COSTUME APPENA USCITO DAL LAGHETTO DI MONTAGNA

Alle primarie del PD lo scrutatore Carlo Calenda ha votato. E annullato la scheda. “Hanno firmato tutti il manifesto ‘Siamo Europei’, non mi sembrava corretto privilegiare un candidato”, spiega a Circo Massimo, su Radio Capital, dopo una giornata da volontario al gazebo di Piazza del Popolo.

“Non è vero che ho rifiutato di fare lo scrutatore a Ostia”, tiene a precisare, “l’ho fatto nella mia circoscrizione. Sono rimasto lì dalle 8 di mattina alle 8 di sera, a parte un’ora in cui sono andato a firmare per il referendum di Più Europa sulla chiusura domenicale dei negozi”, racconta l’ex ministro, “Ho visto tanta gente diversa. E i giovani c’erano.

CARLO CALENDA SCRUTATORE ALLE PRIMARIE PDCARLO CALENDA SCRUTATORE ALLE PRIMARIE PD

Ma era il popolo del PD, che ha voluto dare un segnale forte. Altra cosa è conquistare tutto il mondo, che è meno identitario e che è necessario per avere una buona affermazione alle elezioni. È l’inizio di un passaggio: siamo vivi e possiamo combattere”. La battaglia più immediata è quella delle elezioni europee: “Zingaretti può far bene il lavoro di ricomposizione del partito, ma non basta: bisogna costruire un fronte ampio e largo. La tentazione in cui non cadrei è pensare che, visto che hanno votato tante persone, il PD può presentarsi da solo alle Europee e avere un buon risultato, cosa secondo me non vera”.

carlo calendaCARLO CALENDA

Un fronte largo che, secondo Calenda, può puntare in alto: “Al 30%. Dobbiamo traguardare i risultati che abbiamo fatto alle elezioni regionali. Se allarghiamo e non ci chiudiamo nella nostra ristretta identità ce la possiamo fare”. Allargarsi vuol dire “fare un lavoro di riconnessione con la società, un lavoro lungo e complesso. Poi spero che Più Europa e Italia in Comune convergano in una lista comune, e adesso che il PD ha un segretario si potrà vedere se ci sono le condizioni per farlo”. Un segretario che, assicura Calenda, non aprirà ai 5 stelle: “Non ci credo, Zingaretti sa perfettamente che il PD non seguirebbe mai una strategia di questo tipo e che il corpo elettorale del PD la vede come una cosa giustamente assurda”.

carlo calendaCARLO CALENDA

A proposito delle Europee, Calenda prevede che “dopo le elezioni ci sarà crisi di governo. La prossima manovra finanziaria sarà oltre il ‘lacrime e sangue’, tra clausole IVA e mancata crescita sarà intorno ai 40 miliardi, una cosa micidiale, e non saranno in grado di farla. Non sono in grado di decidere sulla Tav figuriamo su una manovra di quelle proporzioni. Noi dobbiamo chiedere le elezioni, non dobbiamo provare a fare alleanze e tattiche parlamentari”.

Ma qualcuno quella manovra dovrà farla, e l’ex ministro dello sviluppo economico propone la sua ricetta: “Invece di fare quota 100, ampliare le esenzioni per i lavori usuranti; fare una cosa che non è il reddito di cittadinanza ma è più potente del rei, e con quello che avanza fare un taglio significativo sulle tasse sugli stipendi bassi; negoziare in Europa un piano di investimenti sulla scuola usando i fondi strutturali che oggi vengono dispersi, mettendo tempo pieno in tutte le scuole e un piano sugli asili nido. È una roba sensata. Penso che si possa gestire se uno smette di fare cose stravaganti”.

carlo calendaCARLO CALENDA

Fra le “cose stravaganti” c’è il reddito di cittadinanza: “Ci sono 23 milioni e mezzo di lavoratori italiani che non sono per niente felici di pagarlo”, attacca Calenda, “Non perché non bisogna aiutare chi è in difficoltà, ma perché è costruito talmente male e con importi talmente folli che è chiaro che sarà un incitamento al lavoro nero”. A chi obietta ‘ma voi cosa avete fatto?’, risponde: “Segnalo che nella scorsa legislatura i redditi bassi e medi sono cresciuti più di Francia e Germania grazie agli 80 euro, provvedimento a cui io ero contrario ma che oggi difendo per l’effetto positivo che ha avuto. È una misura che abbiamo venduto malissimo, come una cosa promozionale alla Wanda Marchi”.

ferilli calendaFERILLI CALENDA

Tanti i vip che si sono presentati ai gazebo, da Nanni Moretti a Paolo Virzì fino a Roberto Benigni e a Sabrina Ferilli, accolta proprio da Calenda: “All’inizio non l’avevo riconosciuta. È ritornata come il figliol prodigo. E io sono l’agnello grasso”.

carlo calenda (2)CARLO CALENDA (2)

L’ex ministro scherza sulla sua forma fisica, e torna a parlare della foto con cigno pubblicata sui social qualche giorno fa: “Visto che ho il fisico da foca, faccio il bagno ogni inverno, ovunque mi trovo in montagna. Un amico ha visto la foto e ha detto ‘sembri Putin con la pancia’, allora ho deciso di fare una cosa un po’ futurista, una battuta. Era un roba autoironica”, continua Calenda, “L’unico tabù nell’occidente del XXI secolo è la pancia: puoi fare qualunque abiezione, ma la pancia è inaccettabile. Io mi sono divertito, che me ne frega. Il selfie lo rifarei. L’autoironia è una delle cose fondamentali della vita, e detesto l’idea che i politici possano non leggere un libro e non gli dice niente nessuno ma devono avere il fisico da tronista”.