Chiara Ingrao: “Voto per La Sinistra e il GUE. Senza entusiasmi, ma con convinzione profonda”

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di Chiara Ingrao – 20 maggio 2019

Dichiarazione di voto, per quel poco che vale. Il 26 maggio metterò la croce su questo simbolo: La Sinistra. Senza entusiasmo, ma profondamente convinta della mia scelta. Provo a spiegarmi, ringraziando in anticipo chi avrà la pazienza di leggermi fino in fondo.
Senza entusiasmo: avrei voluto uno schieramento più vasto, unitario e rappresentativo, con una sola lista a sinistra del PD. Avrei voluto più efficacia nelle azioni, più presenza sul territorio, più capacità comunicative, e molto altro. Infine, come tante e tanti, non avrei voluto dovermi misurare con sondaggi che indicano il rischio molto concreto di non prendere il quorum.
E tuttavia, le scelte di voto non si fanno con gli “avrei voluto”, ma guardando in faccia la realtà. La realtà è che i sondaggi non sono oro colato, e comunque indicano un obiettivo difficile, non irraggiungibile. La realtà è che il GUE, il gruppo parlamentare cui aderiranno le persone elette da questa lista, ha un’esperienza europea forte e consolidata (attualmente 52 parlamentari, 26 donne e 26 uomini) che continuerà anche se il quorum in Italia non si prende; ma se si prende, ogni persona in più può fare cose preziose, come ha dimostrato il lavoro eccellente di Eleonora Forenza.
La realtà comprende un dettaglio, troppo spesso dimenticato: queste non sono elezioni nazionali, da cui dipende la futura maggioranza di governo. Detto brutalmente: ai fini degli equilibri europei, non sarà un eventuale mancato quorum della Sinistra in Italia a impedire un impegno antifascista comune, in tutte le forme possibili, fra forze diverse come il GUE, il PSE, i verdi, e si spera molti altri. Per contro, ai fini degli equilibri politici in Italia anche una sconfitta come un eventuale 3,5% sarebbe comunque un risultato più “utile” rispetto a quello, con l’astensione o un voto al PD, di far sparire del tutto di scena ogni soggettività politica a sinistra di quel partito, certo non più renziano ma ancora molto lontano dalla svolta netta in cui sperava la maggioranza di coloro che hanno scelto Zingaretti. Lasciare questo vuoto non darebbe più forza al fronte antifascista e antisovranista: semplicemente produrrebbe più rancori e più divisioni, demotivando forze e soggetti il cui ruolo è invece fondamentale.
Oggi l’Italia attraversa un momento drammatico, ma non è né un feudo di Salvini né un deserto politico. La resistenza al fascismo è ogni giorno più forte e visibile, e c’è una nuova generazione in campo, che non perde occasione per farsi sentire: dal movimento delle donne all’ambientalismo, dal volontariato alle lotte e alla soggettività delle/dei migranti, delle/degli italiani di tutti colori, delle e dei precari, fino alla mobilitazione nelle scuole e nelle università. È una generazione che non si sente rappresentata, che in molti casi purtroppo non conosce nemmeno l’esistenza della piattaforma politica e delle esperienze europee cui La Sinistra fa riferimento, è vero. Come è vero che la sfida dei prossimi anni probabilmente si giocherà lì, che i nuovi “gruppi dirigenti” nasceranno da questi movimenti, e forse non si chiameranno nemmeno più così, ma inventeranno altre forme e altri linguaggi, che noi vecchi non sappiamo nemmeno immaginare. Ma oggi è oggi, e domenica prossima si aprono i seggi: anche se non saranno le nostre scelte di voto a decidere le sorti di quella sfida, ciò non ci esime dal dovere di scegliere.
Scegliere, non vomitare un urlo di rabbia: siete inadeguati, non ci sto! Perché anche chi si astiene “ci sta”: il suo mancato voto a sinistra aumenta percentualmente il peso della destra. Così come il voto al PD è un voto al PD, con le sue contraddizioni, e le sue piattaforme politiche: se le condividete fate bene a votarlo, e avete tutto il mio rispetto. Ma se volete che nel Parlamento Europeo sia presente la voce di chi vuole una rottura netta con l’austerità e il neoliberismo, di chi si batte per un’Europa aperta e colorata, ambientalista e femminista, senza tentennamenti nello schierarsi dalla parte di chi lavora e non delle multinazionali; se volete dare più forza a chi ha contribuito (anche esponendosi in prima persona, come Nicola Fratoianni) a mettere in mare le navi di Mediterranea Saving Humans, e a chi non ha avuto esitazioni nel denunciare i vergognosi patti anti-migranti con Libia e Turchia, che hanno consegnato migliaia di persone alle torture e alla morte, l’unico voto utile è quello per La Sinistra e il GUE. Senza entusiasmi, ma con convinzione profonda.