Consigli, non richiesti, a un sindaco

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Autore originale del testo: Luca Billi
Fonte: i pensieri di Protagora...
Url fonte: http://www.ipensieridiprotagora.com/2017/06/verba-403-civico.html

di Luca Billi, 28 giugno 2017

Visto che sono più vecchio di lui e soprattutto che ho cominciato a fare politica molto prima di lui, mi permetto di dare qualche consiglio, ovviamente non richiesto, a Federico Pizzarotti.

Stai attento a quelli che oggi ti lodano, specialmente dalle parti del pd emiliano-romagnolo; Merola, Bonaccini e compagnia sono gente infida, pronta a venderti per un piatto di lenticchie al primo stormir di fronde. Essendo stati gli ultimi a salire sul carro di renzi saranno i primi ad andarsene. Confido tu sia meno ingenuo di come vuoi presentarti: dopo tutto hai sconfitto le guardie pretoriane della Casaleggio Associati, sono certo saprai resistere anche a queste mezze figure.
Comincia per te il periodo più difficile, quello in cui dovrai dimostrare chi sei e quello che vali. Nei cinque anni precedenti il tuo obiettivo poteva essere quello di vincere le elezioni. Ma adesso che ci sei riuscito e sai che tra cinque anni dovrai passare la mano, devi necessariamente fare una scelta. Probabilmente l’hai già fatta in cuor tuo, ma noi non la conosciamo.
Puoi avere deciso che Parma ti servirà come trampolino per una carriera nel sottobosco della politica nazionale e allora te ne fregherai dell’amministrazione e penserai a come gestire la tua immagine, a che alleanze fare, a come salvaguardare il tuo futuro. Insomma farai la fine di Tosi che ha candidato la moglie, in attesa di entrare nel pd. A parte queste meschinità – che comunque non hanno pagato – è una cosa che ho visto fare a tanti, specialmente dopo che è finito il partito: ciascuno per sé e dio per tutti. Anche per ragioni comprensibilissime: c’è il mutuo da pagare, e poi è difficile tornare in ufficio dopo che si è fatto il sindaco. Pensare alla tua carriera è quello che molti credono che tu farai, evidentemente anche i due figuri che sopra ho citato. E francamente lo temo anch’io, nonostante che comunque avrei votato per te, anche al primo turno. Ma io sono notoriamente un malpensante.
Spero invece che potrai stupirci e che ti dedicherai in questi cinque anni a Parma, senza pensare a quello che ti succederà alle prossime elezioni. Ovviamente non farai miracoli, perché ormai un sindaco può fare poco per la sua città, ma qualcosa ancora può fare. Soprattutto avrai dimostrato che ci sono persone che fanno politica perché hanno una personale ambizione – ho fatto politica per anni e so che senza ambizione non si fa politica, mente chi dice di non averne – ma anche perché hanno delle idee e vogliono provare a realizzarle. Avrai dimostrato che ci sono politici di cui fidarsi: con l’aria che c’è in giro è una roba quasi rivoluzionaria. Anche se tu proprio rivoluzionario non sei, sei un moderato parmigiano di centrosinistra che per una strana congiuntura è diventato sindaco. Capisco bene che non sarai il Corbyn italiano, non hai né la storia né il physique du rôle, ma se facessi così, se pensassi prima a Parma che a te stesso, allora potresti perfino diventare qualcuno.