Cuba sta cambiando

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La Habana -01 agosto 2018

Ciao a tutte e tutti i compagni e gli amici che mi stanno leggendo.
Mi chiamo Flavio, cittadino svizzero oramai in pensione da qualche anno, residente permanente a Cuba. Ho fatto la scelta di vivere in America Latina e in particolare in questa isola, che ho amato e che amo per quello che la rivoluzione ha fatto, sia per il suo popolo che per il continente e per l’Africa, ma anche per quello che ha significato per noi europei.

Non vi voglio parlare del criminale embargo USA a livello economico, finanziario e commerciale che continua a fare danni per milioni di dollari a Cuba e ai cubani. E con l’arrivo di Trump alla Casa Bianca la situazione sembra tornata al tempo della guerra fredda. Con false accuse di “attacchi acustici al proprio personale diplomatico”, gli Stati Uniti hanno praticamente svuotato l’ambasciata all’Avana. Se i cubani vogliono il visto devono andare a richiederlo in Messico o in Colombia, con la possibilità che gli venga negato. Immaginatevi i costi e le speranze disilluse.

Vi voglio parlare invece di una Cuba vista da dentro, che da turista non vedi. Avendola conosciuta negli anni ’80 durante l’appoggio della URSS e nel periodo speciale, le mie aspettative erano molto alte.

A Cuba ci sono ancora due monete da oltre 20 anni.
Il peso cubano e il peso convertibile (chiamato CUC equiparato al dollaro): 1 CUC = 25 pesos cubano.
Con il pesos cubano vengono pagati gli stipendi, compri quel poco che è rimasto della “libreta con prodotti calmierati”, vai al cinema, prendi l’autobus…

La libreta assegna:
Riso 7 libbra al mese per persona= kg.3,150
Fagioli 80 grammi al mese per persona
zucchero bianco 3 libbra al mese per persona=kg.1,350
zucchero integrale 1 libbra al mese per persona = 450 gr.
Sale un pacchetto ogni 3 mesi
Caffè un pacchetto di 4 onza al mese =112gr.
Olio1/2 per persona al mese
Pollo 1 libbra per persona al mese
Uova 5 per persona al mese.

Il resto alla libera vendita, 30 uova costano 33 pesos, il pollo 1 kg. 3 CUC, carne macinata 250 gr.1,10 CUC, una bibita nazionale da 1 litro e mezzo 1,50 CUC, un pacchetto di caffè di 250 gr. 3,45CUC, l’olio 4,50 al litro e cosi via.

I trasporti nei vecchi “almendrones” (le macchine americane anni 50 ) trasformati a taxi 10 pesos cubani per tratte di 6-8 km. La benzina 1 litro = 1cuc.
La mia auto, una Lada (Fiat 124) del 1987 mi è costata 17.000 CUC!

Con il CUC acquisti tutto (alimenti, vestiti, scarpe, benzina, pezzi di ricambio, attrezzature ecc..). Non puoi fare quello che 20 anni fa facevi con una libreta molto sostanziosa e con prezzi molto bassi.
Una birra nazionale costa da 25 a 40 pesos, dipende dove la compri.
Il 70 per cento degli alimenti è importato, per esempio il pollo dal Brasile o dagli Usa.
Il governo è impegnato in una linea di aumento della produzione per diminuire le importazioni, ma questa politica ancora non ha avuto un cambio significativo. Gli stipendi sono bassissimi, vanno da 350 pesos cubani a 1300 o più.
Non capisco perché non si possano allevare i polli per il consumo popolare come invece fanno per la distribuzione agli hotel per i turisti o come molti contadini fanno.

Bisognerebbe dare incentivi o stimoli (come li chiamano i cubani) ai contadini per produrre e allevare. Anche perché metà del territorio di Cuba è incoltivato e pieno di marabù. Cuba è lunga 1.200 km. E ha 11 milioni di abitanti.

E anche se le terre sono state assegnate a cooperative nessuno controlla se sono produttive. Adesso hanno incominciato a imporre multe per le terre incolte, ma non penso che con questo tipo di azioni si possa risolvere il problema.
I contadini che producono latte non hanno una partecipazione nella commercializzazione, devono vendere tutto allo stato, non possono vendere carne o tenerla per l’autoconsumo.
La carne che vende lo stato va destinata ai settori prioritari: anziani, malati, donne in gravidanza e successivamente alla vendita in cuc.

Un giorno ho incontrato un contadino (vivo in campagna nella periferia dell’Avana) spaventato e nervoso perché aveva perso una vacca al pascolo. Parlando con lui e aiutandolo a cercarla mi ha detto che se muore o si perde prima devi chiamare la polizia e poi il veterinario. Se è morta ti sequestrano l’animale e incominci ad avere indagini su cause, malattie…

Ovviamente la carne al mercato nero la trovi , in pessime condizioni igieniche, perchè non si mantiene la catena del freddo ( la carne clandestina viene trasportata nei bauli delle auto).
Mentre per maiali, oche e galline, i privati nel loro piccolo possono allevare, per poi vendere ai privati o allo stato.

Una cosa che si è persa in Cuba è la etica dei rapporti, sia sociali che di amicizia, persino a volte familiari.
È come se fossimo in una situazione del “si salvi chi può”.

Sicuramente chi affitta stanze per i turisti, o affitta la sua auto (che qui è un lusso possederla) o ha un parente all’estero che può’ inviare 200 dollari al mese, può vivere discretamente. Ci sono più’ di 3 milioni di cubani tra Stati Uniti ed Europa, che mensilmente aiutano le loro famiglie. Ma chi non ha parenti o gli anziani e le persone in difficoltà’ fisiche o economiche, come fa?
Qui molti per sopravvivere rubano allo stato ormai da decenni e rivendono al mercato nero, ti dicono vado a luchar (lottare) ovvero lavorare per cercare di fare qualcosa per vivere, perchè solo con lo stipendio non vivi neanche una settimana, devono trovare qualcosa da poter rivendere al mercato nero. Che poi tanto clandestino non è, potete verificarlo andando su www.revolico.com o www.porlalivre.com o altri siti dove trovi tutto quello che ti serve ovviamente a prezzi alti.

Molti vanno nella zona franca di Panama o in Russia per poi tornare e rivendere: dai vestiti alle scarpe ai pezzi di ricambio per le auto. Anche io, mentre sistemavo la casa cercavo un calentador solar per l’acqua calda da mettere sul tetto, sapevo che Cuba li fabbricava. Praticamente ai singoli non li vendono, cosi ho dovuto cercarlo su internet ma ho trovato solo uno scaldabagno elettrico Ocean (italiano) che mi è costato 300 CUC, probabilmente rubato a qualche hotel in costruzione.

I furti sono a tutti i livelli: il diesel dai camion di entità statali per rivenderlo ai tassisti privati, il materiale edilizio (per mesi non c’era cemento) al mercato nero era carissimo, alle attrezzature e perfino ai pezzi di ricambio delle auto.
Adesso il fenomeno è arrivato a livelli tali che hanno dovuto incominciare a controllare e reprimere duramente l’illecito per arginare la corruzione e i furti.
Ne parla sia la televisione al mattino nella rivista “buenos dias”, sia il giornale Granma, organo del comitato centrale del PCC. Vengono pubblicate le lettere di denuncia da parte della popolazione e in alcuni casi le autorità intervengono celermente.

In un articolo su Granma del 31 gennaio il giornalista Ortelio Gonzales Martinez pubblica il resoconto del lavoro di Gladys Bejerano Portela controllore fiscale generale de la Republica de Cuba.
I danni economici al patrimonio pubblico nel 2015 solo nella provincia di Ciego de Avila (durante la 11a comprobacion nacional al control interno) e solo in 7 entità statali ammonta a 18 milioni di pesos (720.000 dollari). Immaginiamoci a quanto ammonterebbe se sommassimo tutte le entità per tutte le 15 provincie cubane. Senza un controllo efficiente non c’è socialismo e la impunità è il nostro peggior nemico, tutto questo rompe l’ordine e la disciplina” dice il giornalista.

La settimana scorsa nel municipio della Lisa nell’Avana la fiscalia della repubblica con la polizia ha fatto dei controlli a sorpresa in 4 centri per la distribuzione di materiale edilizio. Hanno arrestato 36 persone di cui 25 recidive e verificato furti per 72.000 pesos (2.880 dollari).

I giornalisti televisivi Lazaro Manuel Alonso e Raul Isidron tutti i giorni denunciano e indagano su ogni tema di interesse della vita dei cubani, sia dei servizi non dati dalla burocrazia statale, sia sulle cause e le conseguenze di questi comportamenti.
Ovviamente c’è una gran parte della popolazione che ha una grande riserva morale ed autostima e che denuncia questi fatti, quando per esempio vedono che c’è chi specula con il commercio illecito dei farmaci necessario per ammalati, anziani e bambini.

Perdita di etica vuol dire anche perdita del senso di appartenenza e responsabilità.
Il mercato nero è talmente diffuso che sono coinvolti tutti, addirittura molte ambasciate che vanno a Batabanò (porto di pescatori nel sud del paese a 100 km. dalla capitale) a comprare aragoste e pesce per i loro ricevimenti, e altro che sul mercato nazionale non si trovano o sono proibite.

Questa rivoluzione che ha fatto moltissimo per il suo popolo però non ha aumentato la partecipazione, ne la condizione economica delle famiglie.
Sembra che lo Stato sia altro, e passa la logica “prima mi davi tutto, adesso ti rubo tutto tanto non mi appartiene”.

Uno stato che ha fatto moltissimo nel campo sanitario e di ricerca, con servizi da primo mondo, una buona scuola e una tutela dell’infanzia che serve da esempio all’ONU. Una avanzata politica di protezione della donna, dei suoi diritti e della famiglia, in una società fortemente maschilista.
Una cosa che altri paesi non hanno è la sicurezza fisica, non ci sono armi, solo la polizia è autorizzata a detenerle. Puoi girare a qualsiasi ora e in qualsiasi posto che stai tranquillo (ovviamente con le dovute cautele), quello che attira molto i cubani è conoscere altri popoli ed esperienze e sono delle persone molto amabili nella conversazione ed anche autoironici.

Funziona benissimo la protezione civile che ha notevolmente ridotto i danni degli ultimi uragani (Irma) e delle tormente tropicali (la ultima Alberto, che con violente piogge ha rovinato molte coltivazioni e abitazioni civili). L’ubicazione di Cuba nei Caraibi la rende molto fragile rispetto al cambio climatico e l’effetto serra.

L’esempio che viene dall’alto non è certo come quello dell’ex presidente dell’Uruguay Pepe Mujica che ha rinunciato al suo stipendio equivalente a 8.300 euro, donando il 90 % alle Ong o a persone bisognose, vivendo in campagna nella stessa casa con sua moglie rinunciando al palazzo presidenziale e per muoversi ha usato il suo maggiolino Volkswagen del 1987.
Molti parenti della dirigenza cubana usano mezzi è hanno privilegi che la maggioranza della popolazione non ha, dalla comodità abitativa, sicurezza alimentare e di trasporto, fino ad alcuni mezzi di comunicazione ( antenne paraboliche) proibite ancora a Cuba .

In tanti mi hanno detto che se il Che e Camilo Cienfuegos fossero vivi le cose sarebbero diverse, sia per l’umiltà, l’appartenenza popolare e l’onestà dei due comandanti.
Migliaia di persone il 28 ottobre, il giorno della scomparsa di Camilo, gettano un fiore dal malecon avanero al mare.

Mi dispiace dirlo e mi piange il cuore quando vedo giovani laureati dire che il loro principale sogno è uscire dal paese, senza più farne ritorno. Molti non sanno che fuori è molto peggio. Oppure cercano il turista che sposandoli li faccia espatriare.

Il governo si sta preoccupando di questo problema, dentro la rivoluzione e dentro Cuba può esserci la risposta, aprendo spazi di democrazia partecipata, e non di ideologia e retorica, come purtroppo si vede tutti i giorni.

Dico queste cose tentando di essere un po’ umile, meno arrogante possibile, e ascoltando le persone intorno a me, tre qualità che mancano anche alla nostra sinistra italiana, le cui conseguenze abbiamo visto a cosa portano.

Il senso di responsabilità e di appartenenza è stato sicuramente condizionato dall’accentramento del potere in una sola persona per molti decenni.
Penso che se dopo la dittatura feroce e assassina di Batista, nella rivoluzione più combattuta dagli Usa con tutti i mezzi: invasione a playa Giron, attentati (più di 600) a Fidel, bombe sugli aerei, la guerra fredda si può capire e giustificare. Negli ultimi venti anni con tutti i cambiamenti accaduti che cosa ha significato questo tipo di politica?

Se nello stesso tempo un uomo solo al comando è contemporaneamente presidente della repubblica, Capo delle forze armate, Segretario dell’unico partito comunista, non lascia certo spazio per una democrazia partecipata socialista ne per la crescita di nuovi quadri dirigenti. Le decisioni non sono collettive, mentre collettive sono le conseguenze.
Si deve allargare il consenso sociale, perchè sono passati i tempi del consenso infervorato degli anni settanta.Sviluppare un sistema imprenditoriale statale, misto e privato, accettare il mercato ma impedire che il capitalismo imponga l’egemonia della sua logica.
Si dovrebbe accentuare il decentramento e il pluralismo mediante l’innalzamento del profilo della società civile, con un funzionamento del partito unico più democratico, più pluralistico con più collegamenti con le basi popolari e maggior peso degli organi rappresentativi del potere popolare.

Recentemente ci sono state le elezioni per l’Assemblea del Poder Popular (il parlamento cubano). Ci sono state sia partecipazione che discussione, però tutto sempre approvato all’unanimità e il 95% dei deputati è iscritto al PCC.

Mi chiedo come mai non ci sono differenti opinioni o dissensi all’interno, mi rispondo che la parte più difficile sarebbe giustificare e dimostrare il contrario, senza avere conseguenze politiche e di indagine da parte del Ministero degli Interni; perchè ancora le differenze sono vissute come contro-rivoluzionarie invece che utilizzarle positivamente per lo sviluppo della rivoluzione.
Prossimamente si discuteranno modifiche alla Costituzione cubana, prima nel Parlamento e poi tra la gente nei quartieri, in seguito verrà indetto un referendum popolare per convalidare le proposte di cambiamento.

Sempre quando Cuba è attaccata si chiude all’interno, invece di aprirsi con nuove alleanze.

A livello diplomatico Cuba ha fatto grandi passi nelle Nazioni Unite, nei rapporti economici con l’Unione Europea, differenziando le relazioni politico-economiche, con Venezuela, Russia, Cina, Vietnam, India, Spagna, Canada, Messico e molte nazioni africane. Mentre non hanno molto valorizzato i buoni dirigenti che per 30 anni hanno servito la patria. Ovviamente è solo un mio parere.

Sembra uguale alla storia del Centro Studi d’America, autorizzato da Raul negli anni 90, fu creato a partire dal dipartimento America del Comitato Centrale, diretto da Pineiro Barbarroja per delineare linee economiche e politiche-sociali per uscire dalla crisi dovuta alla caduta del campo socialista.Venne liquidato pochi anni dopo, quando divenne un corpo pensante individuale e alternativo a quello del partito.

Se volete leggere un buon libro che aiuta a capire la storia di Cuba, vi consiglio quello di Manuel Vazquez Montalban: “E DIO ENTRO’ ALL’AVANA“, Frassinelli Editore. È di 20 anni fa sulla prima visita del papa polacco, ma rimane molto attuale.

Le classi sociali si stanno trasformando, perchè la situazione economica è cambiata. Molte persone che hanno case nei quartieri sulla costa o nell’Avana vecchia, o le case della borghesia in esilio dei quartieri Miramar Siboney, Vedado, si stanno arricchendo, pagando pochissime tasse. Parliamo di case e di turisti che pagano da 50 cuc al giorno fino a 350 (tipo la residenza la Reserva in calle2 al Vedado).

Penso che Cuba dovrebbe sviluppare molto di più i settori dell’agricoltura e delle energie rinnovabili (adesso molto si sta facendo con l’aiuto della Cina e dell’investimento straniero, nel campo solare, eolico, biomassa, con grandi ritardi). Darebbe molto lavoro, si importerebbe di meno e si risparmierebbe petrolio.

Alcune persone mi hanno chiesto come mai ho deciso di vivere a Cuba, andando via dalla Svizzera. Ho cercato di spiegare che la situazione nostra è differente da quella di 20 anni fa. Non è facile trovare lavoro per noi stessi e a volte se lo trovi è in condizioni di lavoro precarie e medioevali. In molti casi non riesci a vivere con la pensione, mentre qui ti bastano anche 500 euro al mese. Anche se io mi sforzo sempre di dire loro che un livello di attenzione e cura della salute, della scuola come a Cuba non lo trovi in nessun altro paese.

Quest’anno la mortalità infantile è al 4 per mille nati vivi, e ci sono più di 50.000 medici cubani in missione in 156 paesi nel mondo che prestano servizio gratuito. Si sono stupiti quando ho detto che il Ministro della Salute del Costa Rica ha studiato alla ELAM (escuela latinoamericana de medicina) dell’Avana.

Ho conosciuto giovani che aiutano alcune categorie di persone svantaggiate, per condizione del barrio o per condizione economica, gratuitamente e nei quartieri più poveri e difficili, come Regla, la Timba ed altri, seguono gli anziani con una grande attenzione e sensibilità. Sono quelli della Comunità di Sant’Egidio, sorella di quella di Roma, tutti volontari. Mi ricordano molto la mia adolescenza a Torino (prima del trasferimento in Svizzera) dove vivevo in un quartiere operaio e la comunità cristiana locale ha avuto un ruolo molto importante per la mia formazione sociale e umanitaria. Lì conobbi l’America latina e Cuba leggendo padre Boff, Frei Betto, Girardi, Camillo Torres e Martin Luther King a 18 anni.

In questi giorni sono andato a trovare Pedro, un mio caro amico che ha 51 anni e che ogni volta che parliamo di guerre di liberazione, che sia in Nicaragua o in Angola, incomincia a balbettare, si agita e beve. Mentre parlavamo è scoppiato a piangere. Lui il servizio militare di 3 anni lo ha passato tra Angola e Nicaragua e probabilmente per non essere ucciso ha dovuto uccidere. Questi fatti a 18 anni ti cambiano la vita e lui normalmente durante il giorno la cosa che sa fare è bere per non sentirsi oppresso. Io ho potuto solo abbracciarlo forte e dirgli che ero vicino a lui per qualsiasi cosa avesse bisogno.

Un’altra cosa che mi ha colpito è stato sapere che 20 anni fa era proibito avere dollari. Ho conosciuto una persona che si è fatta 8 anni di carcere per avere 50 dollari, mandati dal fratello negli Usa. Questo ha voluto dire ingiustizia e sofferenza.
Quando il governo si è reso conto che con il tempo quasi tutta la popolazione aveva dollari, allora ha corretto gli errori e introdotto il CUC. Parlano da vari anni di abolire il CUC e di lasciare solo una moneta, vedremo, sicuramente dovranno aumentare molto i salari.Sento sempre molto forte il desiderio da parte delle persone con cui parlo che le cose cambino ma altrettanto forte è la paura di parlarne in pubblico.

Penso che con la repressione non si risolvano i problemi, mi viene in mente una frase di E. Galeano nel suo “Le vene aperte dell’America latina”, quando parlando della tormentata storia latinoamericana dice come i tempi d’oggi sono presentiti e generati dalle contraddizioni del passato. “La storia è un profeta con lo sguardo rivolto all’indietro: da ciò’ che fu e contro ciò che fu annuncia ciò’ che sarà”.

Qui a Cuba sono ripresi gli studi gramsciani, e proprio il 2 luglio Granma pubblica un articolo di Antonio Gramsci de “La città futura” (rivista numero unico della Fed. Giov. Piemontese del Partito Socialista) scritto l’11 febbraio 1917. L’articolo parla dei falsi apolitici, delle persone indifferenti, apatiche a quello che le circonda, parassiti e codardi che non prendono una posizione, che piangono sempre da eterni innocenti.

Chiedo a ciascuno di loro cosa hanno fatto e come si sono impegnati nelle cose che la vita gli ha dato, cosa hanno fatto ma sopratutto cosa non hanno fatto”, dice Gramsci.

Sono andato con un po’ di emozione al Cenesex (centro nacional de educacion sexsual), dove lavora Mariela Castro che è anche deputata al parlamento cubano. Stanno facendo un enorme lavoro per i diritti delle persone LGBT. In un paese maschilista come Cuba non è facile lavorare in questo campo, anche se hai un papà importante. La cultura e la mentalità non la cambi in un giorno, e tutte le forme di pensiero che si presentano come dottrina sono veleno.

Il Cenecex è nato nel 1988 dal Ministero di Salute Pubblica (Minsap). Come missione ha: l’educazione sessuale, la prevenzione delle malattie sessualmente trasmissibili, sviluppare la ricerca, le strategie di comunicazione sociale, i servizi scientifici-assistenziali e l’orientamento giuridico. Fa parte del Centro Studi di specialità della facoltà di Medicina dell’Università dell’Avana.
Si occupano di sviluppare le politiche pubbliche integrate per le persone LGBT, i diritti sessuali, la violenza sessuale e di genere, la qualità della vita e la salute sessuale e riproduttiva.

Il Cenesex fa parte delle maggiori organizzazioni mondiali: ACNU, WAS (Associazione mondiale per la salute sessuale), FLASSES e ILGA (Associazione Internazionale di Lesbiche e Gay). Cuba è stata una delle prime a proporre il matrimonio tra persone dello stesso sesso, ma in questo campo (sia a livello parlamentare che da parte della popolazione) il cambio di mentalità e l’accettazione delle persone LGBT è ancora molto difficile in un paese molto maschilista.

Sono sicuro che i cubani troveranno la strada giusta dentro la rivoluzione per uscire da questa situazione, che ha portato molta gente a perdere la speranza, essere rassegnata e avere paura.
Forse anch’io sono stato influenzato, invito chi può a conoscere Cuba, è veramente una esperienza positiva e unica, nonostante tutte le difficoltà economiche e gli attacchi dell’imperialismo Usa, che sta continuando in America Latina (Venezuela, Brasile, Argentina, Ecuador…).

 

L'Avana, Cuba