Di Maio, un ragazzo impaurito per il suo personale futuro

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Ascoltato e visto più volte il discorso letto da Di Maio dopo essere stato ricevuto da Giuseppe Conte.

L’impressione che ho avuto è che non cercasse di rompere con il Pd per andare al voto anticipato che pagherebbe caro con una diminuizione di consensi elettorali, ma proprio con il passaggio sulla bontà dei due decreti sulla sicurezza miri alla riapertura del “forno” con Salvini.

Il “capo” del M5S ha dimostrato quello che è
dietro il sorriso stampato che insieme alla cravatta è il suo segno distintivo
dietro la manifesta apparente tranquillità come ripete sempre
c’è un ragazzo impaurito per il suo personale futuro.

Ricorda di aver rinunciato alla candidatura a premier offerta da Salvini, quando tutti si è visto che questa possibilià l’ha vanificata Giuseppe Conte nell’aula del Senato, chiudendo il forno che Di Maio teneva aperto: mai più un alleanza con Salvini pericoloso per la democrazia. Punto.

Ha paura di Giuseppe Conte, della metamorfosi che ha portato Conte da semplice notaio dei suoi due vice ad essere, in piena autonomia, capace di mediare sui problemi più spinosi, tanto da essere l’unico interlocutore considerato dalla UE, l’unico del quale si fida Mattarella.

Oggi piace al 53% degli italiani.

A questa paura Di Maio associa la paura di ritornare nel nulla dal quale è venuto, sente la poltrona da vice-premier scivolargli via, addirittura potrebbe uscire dal governo per far posto alle “competenze tecniche e professionali” .

Alza i toni, minaccia…. il messaggio è più interno che al pd, se non mi difendete faccio saltare il banco….

E se continua a attestarsi sulla difesa dei decreti sicurezza che violano tutto quello che c’è da violare compreso l’art 10 della Costituzione, il banco salta davvero.

Respinge la “discontinuità” chiesta da Zingaretti.

Con faccia tosta finge di non vedere che la pressione fiscale è aumentata, con un debito pubblico che ad ottobre toccherà i 2,4mila miliardi di euro, con una crescita economica tendente allo zero.

Cresce solo la povertà, fallisce il reddito di cittadinanza e la quaota 100 .

Mattarella è stato perentorio, mercoledi o c’è il governo o sciolgo le Camere.