E’ cominciata la contraerea a favore dei Benetton

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di Giovanni La Torre – 20 agosto 2018

Premetto che non sono un fan di questo governo e che, penso come tanti altri, attendo l’autunno per dare un giudizio più ponderato, ma l’aggressione che sta subendo da parte di certa stampa e di certa politica in merito ai passi che sta assumendo dopo il crollo del ponte di Genova è qualcosa di indegno.

Prendiamo quello che ha scritto oggi Mario Calabresi, direttore di Repubblica: “Questa sensazione di giustizia mancata, ormai profondamente radicata nella nostra opinione pubblica, ha spinto il premier a sostenere che il governo deve attribuire responsabilità e castighi rapidamente, senza aspettare i tempi eterni dei tribunali. Risponde evidentemente a un bisogno degli italiani. Il rischio però è che la sentenza sia emessa in nome del sentimento e del risentimento popolare, solo per dare un colpevole in pasto ai cittadini stanchi e furiosi.”

In questo brano è evidente la manipolazione che si fa dei fatti e delle intenzioni, non so se per ignoranza o per mala fede. Il Calabresi confonde diritto penale e diritto amministrativo (che sarebbe, grosso modo, il diritto civile quando una delle parti è lo stato o comunque un’autorità pubblica). Il governo non ha mandato in galera nessuno, questo eventualmente compete all’autorità giudiziaria, ma ha solo chiesto formalmente alla controparte Autostrade chiarimenti sulla manutenzione e quant’altro al fine di verificare il rispetto del contratto di concessione. Sulla base della risposta valuterà poi se ci sono gli estremi per la risoluzione del contratto medesimo. Se il contratto verrò risolto, la controparte Autostrade valuterà a sua volta se impugnare la risoluzione e instaurare una causa vera e propria.

Cosa doveva aspettare il governo per avviare questa procedura? Quale tribunale doveva attendere? Il tribunale può intervenire d’ufficio solo in campo penale ma non in quello civile e tanto meno in quello amministrativo. Quindi non si capisce dove volesse arrivare Calabresi, e allora il sospetto è che volesse solo alzare un polverone per confondere la mente ai lettori che non sono addentro alla questione.

Qualche giorno fa anche Renzi ha mistificato le cose quando ha detto che il governo con le sue iniziative sta danneggiando i piccoli azionisti (di Atlantia, proprietaria della società Autostrade) per il ribasso del titolo in borsa, mentre quando poi sarà costretto a pagare la penale di risoluzione miliardaria – perché lui ha già deciso che il governo risolverà il contratto e avrà torto – questa andrà a favore dei Benetton. Ma che ragionamento è? L’eventuale penale verrà sempre pagata alla società controparte e non a uno solo degli azionisti della controllante, e quindi andrà a beneficio di tutti gli azionisti.

Prepariamoci ad altri depistaggi, perché se è vero che i Benetton hanno distribuito “favori” in passato, ora pretenderanno il rispetto dei “patti”.