E’ viva la primavera europea a Firenze

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di Maria Grazia Bonicelli  – 14 aprile 2019

Oggi a parte la stanchezza, la levataccia, un clima un po’ troppo freddo e ventoso, e ora il lungo viaggio di ritorno, è stata una giornata interessante e anche piacevole. Sarà che ero piuttosto rilassata e senza aspettative particolari, ci sono state delle cose positive. Non tanto nel senso dei discorsi quanto nei modi alquanto irrituali, ma forse per questo, meno retorici e imbolsiti, di presentare un progetto, l’ennesimo, verrebbe da dire, ma appunto forse il primo senza fronzoli, senza tronfie dichiarazioni di gente navigata, eppure non è che non vi fosse gente navigata, Varufakis tanto per non fare nomi. Ma tutti a partire dal portavoce protempore, e via via gli interventi che si sono succeduti hanno parlato in un modo nuovo. Diverso. Più naturale. Mi sono trovata a mio agio. Per ora mi fermo qui. A una sensazione di “leggerezza” che non mi capitava di sentire da molto tempo in quel contesto.

Però mi rendo conto che quello che scrivo ha senso solo per me, che ero lì. Ora si tratterebbe di esportare questi contenuti e questa naturale leggerezza priva di tensione al di fuori. Non è un compito facile. Ma un’altra cosa che mi sembra accomuni un po’ tutta la gente che c’era oggi, è un certo coraggio (mi pare che Silvia Prodi ne abbia parlato), che forse rasenta anche un po’ l’incoscienza, ma che forse è un po’ quello che serve, quello che l’anno scorso chiamammo coraggio da LeU (cit bergamasca) e che quest’anno possiamo dire coraggio di andare avanti. Perché siamo noi che siamo stati lì dove ci eravamo messi, sono gli altri che non ci sono più voluto stare. E Viva la sinistra! Con Marco Caglioni, mio compagno di viaggio. Che lui ha una falcata che si fa fatica a stargli dietro,😅, un passo dei suoi è uguale a 3 dei miei però oggi abbiamo fatto una bella scarpinata a Firenze. Grazie!