Ecco Futuro a Sinistra

per Siciliano
Autore originale del testo: Giuseppe Fiorellini

di Giuseppe Fiorellini 18 ottobre 2015

Ecco Futuro a Sinistra

Ecco mi sembra la risposta, dopo mesi di ricerca, alla crisi della politica che oggi riesce a parlare solo alla pancia e non alle teste delle persone. Viviamo in un mondo che non si fa più domande e che costruisce risposte-scorciatoia più vicine alle chiacchiere da bar che a scelte di governo.
La scelta, di non aderire a nessuna formazione politica, maturata nei mesi scorsi, frutto di una analisi e una elaborazione politica, che è stata impietosa e profonda, per la quale avevo, quasi, abbandonato l’idea che la politica potesse tornare ad essere qualcosa di diverso da ciò che è ora, una politica dove prevale la ditta sulle scelte, dove tutto è casta e in ragione di questo si buttano a mare conquiste sociali e spazi di democrazia, oggi credo possa dirsi risolta in positivo.
Infatti sono di Sinistra e già solo per questo sento fortissima la necessità di elaborare scelte politiche e di partecipare alla loro costruzione e non farmele suggerire; sono di sinistra perché credo che il progresso sia un percorso in divenire, non una bandiera da brandire. Immagino una Sinistra moderna, che sappia parlare all’umanità del ventunesimo secolo, ma che non deve per far ciò diventare destra. Per questo non accetto lezioni di nuova politica da chi afferma che destra e sinistra non sono più attuali, io credo che da quando c’è il tentativo di accomunare per annullare destra e sinistra sia nata la casta. Credo che occorra porsi come obbiettivo principale quello di riportare al centro la Politica come alternativa alla mera gestione del potere sempre più strumento di perpetuazione di classi pseudo-dirigenti con propensioni all’interesse particolare. La nuova politica è quella che parte dall’analisi della società per costruire i progetti di governo, che non sono mai neutri. Il fatto che spesso non ci sia differenza nei comportamenti della politica, non fa dell’antipolitica, che annulla le differenze dei valori, la risposta. Bisogna dirlo con forza che precarizzare il lavoro a tempo indeterminato, o consentire il controllo invasivo dei lavoratori come prevede il “ jobs act” é di destra, ed è di destra annullare i corpi intermedi della società, poiché da tale annullamento ciò che nasce non è la democrazia diretta, ma l’uomo solo al comando.

L’ultima di Grillo è che la parola Governo non gli piace preferisce la parola gestione ma, si sappia che può gestirsi un condominio, ma società complesse e articolate vanno conosciute interpretate e governate. La mera gestione del potere così come vogliono ridurre oggi la democrazia sottrae alla politica e ai cittadini il potere reale. La politica che immagino e quella evocata da Enrico Berlinguer in una celebre fase: “Noi siamo convinti che il mondo, anche questo terribile, intricato mondo di oggi può essere conosciuto, interpretato, trasformato, e messo al servizio dell’uomo, del suo benessere, della sua felicità. La lotta per questo obiettivo è una prova che può riempire degnamente una vita”. Oggi la politica della gestione non è pericolosa per gli scontrini, o per i vitalizi, questi sono solo i privilegi che vengono concessi come controprestazione per ridurre gli spazi della democrazia reale. Tutto va ridotto a sondaggio, si affida alla rete, o si da in pasto alla pancia delle donne e degli uomini del nostro tempo. Questo è il vero pericolo per le democrazie moderne la risposta-scorciatoia; ancora possiamo affermare con Enrico Berlinguer: “Certo si può immaginare un mondo nel quale la politica si riduca solo al voto e ai sondaggi; ma questo sarebbe inaccettabile perché significherebbe stravolgere l’essenza della vita democratica.”. L’antipolitica, non solo cercando di annullare la politica da più spazio a poteri ben più pericolosi, ma quando è in buona fede è solo indignazione e io penso con Pietro Ingrao che: “Valuto molto più forte il rischio che i sentimenti dell’indignazione e della speranza restino, come tali, inefficaci, in mancanza di una lettura del mondo e di una adeguata pratica politica che dia loro corpo. Che l’indignazione possa supplire alla politica e, in primo luogo, alla creazione delle sue forme efficaci è illusorio”.

Penso che Indignarsi non basta. Quindi
io scelgo.

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