Fassina e Il partito dell’animo

per Gian Franco Ferraris
Autore originale del testo: Alfredo Morganti

di Alfredo Morganti – 24 giugno 2015

Il partito dell’animo

gregori

Stefano Fassina lascia il PD. Per taluni è un annuncio forte, che sta già producendo polemiche o recriminazioni. Per altri, e mi ci metto io, la cosa tocca ma non sconvolge. Per una serie di motivi. Primo. Non ho rinnovato l’iscrizione al PD, l’ultima mia tessera è del 2013, c’era scritto ‘L’Italia giusta’ e il segretario era Bersani. Non avendo rinnovato la tessera io sono già uscito dal PD, e non vivo come un dramma la fuoriuscita di altri, semmai come un sollievo. Secondo. C’è ancora il PD? Oltre al suo Capo, dico, e oltre la corte attorno, cos’altro può ancora essere definito PD? La mappatura di Barca, dal mio punto di vista, ha messo il punto definitivo all’idea che questo partito esista e sia davvero un’impresa collettiva, anche perché un partito di sinistra non può tollerare blacklist e schedature, nemmeno quando le rivolge contro se stesso, ne fa un uso privato, nemmeno quando si pensa che possano far bene alla salute pubblica. Per conto mio, un partito che mappa e spettacolarizza questa mappatura del disonore e della ‘dannosità’ non è più un partito. Ancor meno di sinistra. Terzo. Fassina non esce per fare testimonianza, lo ha detto lui. Esce per lavorare con altri a un’altra agenda di governo, e questo mi sta benissimo. La sinistra critica va bene, la critica è l’ABC della sinistra, ma questa deve essere di governo, sennò è solo una nobile testimonianza (quando lo è).

Monica-Gregori

Quarto, infine. Forse dico una stranezza, e so bene che un partito è in primo luogo un’entità organizzativa. Però, in tempi di crisi forte, semi definitiva della politica-politica, esistono ‘partiti’ dell’animo, diciamo così, che sono più forti dei singoli (e ormai scombiccherati) recinti organizzativi. Partiti entro cui ti ritrovi accanto ad altri senza che un congresso nomini un segretario o una direzione. Perché c’è una sinistra diffusa, fatta di idee, programmi, valori, anche emozioni e spirito di partecipazione che è di fatto un partito. ‘Partito’ d’altronde è schierarsi, prender parte, essere partigiani. È promuovere un’opinione, è ‘fare’ partito, è agire contro, è essere ‘soggetto’ non mero portatore di identità. È meno che impresa collettiva solidamente organizzata, certo, ma più che semplice opinione pubblica. Ecco io sento di essere comunque nel ‘partito’ di Fassina, così come sento che si possa appartenere allo stesso partito anche quando si è collocati in spazi politici diversi (ma non opposti). È anche un modo per rispondere a un’esigenza, quella dell’unità.

Se il PD è oggi un’accozzaglia di gruppi diversi, i partiti ‘dell’animo’ forse esprimono tassi di unità più forti di quelli organizzati (che poi non mi pare ne esistano una gran quantità). Insomma, se Fassina esce dal PD, non esce di certo dal ‘mio’ partito né da quello di molti altri che militano a sinistra. Piuttosto verrà un giorno in cui questo partito dell’animo potrà diventare un partito vero, calato organizzativamente nei quartieri e nei luoghi di lavoro. Sono certo che Fassina voglia esattamente lavorare a questo, alla riunificazione concreta di un partito dell’animo che sta a sinistra e che attende solo una chiamata, purché convincente. E che oggi affoga in parte nell’astensione. Un altro partito che magari è lo stesso di sempre. Che magari è uguale a quello che oggi esiste ed è in cattive mani. Ma, comunque, un altro. Chiamatelo come volete, non conta il nome. Conta l’ “agenda” come dice lo stesso Fassina. Conta il fatto che sia alternativo a questo andazzo. Conta che sia di sinistra e che riunifichi invece di frammentare in clan come fa il partito che esiste adesso. Io penso che Fassina di questo possa essere capace, e con lui tanti amici e compagni che oggi sono dentro o fuori, in una sinistra sparsa, non importa la collocazione. D’altronde la geopartitica non è una scienza di confini certi, tanto più in questi anni terribili, piuttosto un gran casino. Bene, rimettiamo le cose in movimento.

pastorino

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1 commento

cosimo galeandro 27 Giugno 2015 - 8:46

gentilissimo sig morganti se lei fassina civati e tutta la compagnia imponete il vostro pensierose il pd e di sinistra se si decide maggioranza come deve essere un partito allora non e piu di sinistra la vostra sinistra e stata disattenzione non controllavate niente e nessuno e mafia capitale ne e un piccolo esempio e quello che e successo in altre parti d’italia e la conseguenza della disattenzione politica che davate al territorio ora che siate 10 o 20 che andate via nulla togli a tutti quelli che restano non siete depositari di verita forse e questo il problema???

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