Giù le mani dagli anziani: 15 giugno giornata mondiale OMS

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 di Mino Dentizzi, 14 giugno 2018

Il 15 giugno si celebra la giornata mondiale contro la violenza verso gli anziani. Si tratta di un problema poco noto, sottovalutato e sottostimato: una realtà sfuggente, anche se in continuo aumento giacché secondo alcune analisi l’incremento dei casi è pari al 150% in dieci anni Si stima che a livello mondiale il 4-6% delle persone al di sopra dei 60 anni sia vittima di violenza e di discriminazione. L’Organizzazione mondiale della sanità ritiene che in Europa almeno 10.000 persone siano quotidianamente vittime di violenza nella terza età e che circa 8000 anziani ogni anno muoiano per le conseguenze di tale violenza. Il progressivo invecchiamento della popolazione e l’aumento del numero di anni trascorsi in una condizione di dipendenza, ma soprattutto la riduzione dell’ampiezza e della forza delle reti familiari, accentuata dalla crisi economica, sono tutti fattori che incrementano la fragilità degli anziani e quindi il pericolo di essere vittime di abusi di ogni genere. Le violenze possono essere sia fisiche sia psicologiche, ma possono anche prendere la forma di sfruttamento economico, abbandono e soprattutto di disattenzione (come denutrizione, disidratazione, scarsa igiene, indumenti indecorosi).

In Italia un anziano su tre è vittima di una forma di violenza: 2,9 milioni over sessantacinque sono sottoposti a maltrattamenti psicologici, 600mila subisce truffe finanziarie, 400mila sono maltrattati fisicamente, 100mila è oggetto di abusi sessuali. In aumento anche la contenzione fisica o farmacologica degli anziani: secondo un’indagine dell’IPASVI – Federazione Nazionale Collegi Infermieri, il 68,7% degli anziani residenti in RSA è sottoposto a contenzione fisica. Ma si stima una percentuale addirittura maggiore per la contenzione farmacologica.

La violenza esercitata nei servizi sanitari e assistenziali è un atto oltremodo ignobile perché compiuto su persone doppiamente indifese, perché molto anziane ed ammalate Ad alto rischio soprattutto i più poveri, chi è poco istruito, i pazienti con disabilità cognitive e le donne, con pericoli che si corrono nella propria casa: badanti, vicini di casa e operatori sanitari sono i più frequenti responsabili di aggressioni fisiche e psicologiche, in due terzi dei casi l’aguzzino è addirittura un membro della famiglia. Si ha violenza quando un’azione, o l’omissione di un’azione, è suscettibile di comportare, con grande probabilità, danni fisici o psichici. In tale contesto non ha importanza se l’azione è compiuta intenzionalmente o meno.

È una tragedia enorme è l’impegno deve essere tenere gli occhi aperti, con tolleranza zero, in ogni circostanza ed in ogni servizio.