Governare alla turca

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Matteo Salvini sta disperatamente cercando di liberarsi del tormento che lo affliggerà per tutta la vita: quanto è grande la cazzata che ho fatto?

Chiedendo i pieni poteri immaginava di occupare tutte le poltrone del Governo: una direttamente, e tutte le altre per interposto deretano dei fedelissimi.

Man mano che si avvicina il momento in cui gli sarà sfilata la poltrona attualmente occupata, Salvini scopre il suo totale disinteresse per le poltrone.

Sembra il Swann, della Recherce di Proust, che dopo aver perduto irrimediabilmente Odette dice “in fondo, non era neppure il mio tipo”.

Stanno per togliergli il barattolo della Nutella e Salvini cerca di convincersi, e di convincerci, che a lui non è mai piaciuta, perché sa troppo di cioccolato…

Il prossimo ex ministro dell’Interno continua a parlare della dignità altrui, senza rendersi conto che evitare il ridicolo è il primo passo necessario per salvaguardare la propria.

Fare una sguaiata campagna contro le poltrone, avendone ininterrottamente occupata una fin da piccolo, è talmente grottesco da provocare non pochi imbarazzi anche ai suoi colleghi leghisti di governo, impegnati per riconquistarne una…

Ma perché questa tardiva e feroce avversione nei confronti delle poltrone?

Nei gabinetti ministeriali c’è sempre stata una poltrona.

I ministri per emettere un decreto hanno bisogno di sedersi su una poltrona del loro gabinetto.

Evidentemente solo Matteo Salvini ha espletato le sue funzioni stando rigidamente in piedi.

O al massimo stando un po’ reclinato e un po’ sospeso.

Alla turca, diciamo…