Grecia un’opportunità persa per cambiare

per Gian Franco Ferraris
Autore originale del testo: Schmidt Hans
Fonte: PoliticaPrima
Url fonte: http://www.politicaprima.com/2015/06/grecia-unopportunita-persa-per-cambiare.html

Greece Electionsdi Hans Schmidt – 28 giugno 2015

Suona strano ma secondo me è cosi. Purtroppo sembra che la Troika sta vincendo sulle spalle del popolo come sempre.

Vediamo un attimo su che cosa punta la Troika, in primis sulle pensioni con un innalzamento dell’età pensionabile e relativo abbassamento delle pensioni. Questo perché in Germania, dove io abito e lavoro, per esempio, vai in Pensione a sessantasette anni con ormai il quarantadue percento dell’ultimo stipendio netto. Se percepiamo uno stipendio medio, è facile prevedere per i prossimi anni una povertà programmata. Era anche una delle prime cose che sono stati imposti all’Italia con il famoso cambio del sistema pensionistico.

Secondo punto: aumento delle tasse, soprattutto dell’IVA, anche questo già ampiamente sperimentato in Italia. Il terzo punto riguarda le privatizzazioni, e anche questo lo conosciamo bene. Manca ancora la riforma del mercato del lavoro e siamo al completo.

Vi descrivo un attimo il modello tedesco e così ognuno può rendersi conto se può essere un sistema adattabile all’Italia.

Come già detto con la riforma pensionistica, vai in pensione a sessantasette anni con circa quarantadue percento dell’ultimo stipendio netto. Questo è stato stabilito per spingere i lavoratori a stipulare polizze integrative con i fondi pensionistici, peccato che le persone con uno stipendio basso, quelle più colpite dalla crisi non hanno materialmente la possibilità economica di accedere a questa opportunità.

riforma-pensioni-incontro-renzi-merkel_179089Insomma una riforma fatta su misura per le assicurazioni. La maggior parte dei contratti di lavoro sono a termine o part time. Mentre i posti che potremmo definire a tempo pieno e più o meno a tempo indeterminato vengono gestiti esclusivamente attraverso le agenzie di somministrazione di lavoro, con la differenza, rispetto agli altri stati europei che in Germania non prendi quanto un lavoratore ‘normale’ ma molto meno, di norma lo stipendio è paragonabile all’importo del sussidio di stato. Queste agenzie, qui nella patria della famosa Merkel, sono conosciute come i nuovi schiavisti, e spuntano come funghi per il business che rappresentano.

In Italia, dai tempi di Monti e poi con i governi successivi abbiamo visto che è questa la strada intrapresa, sempre pronti a fare stringere la cinghia dei poveri. E finora non si è visto un popolo che dice no e che fa sentire la protesta e la pressione su quest’Europa dei banchieri e delle mega imprese.

Niente, tutti contenti perché siamo dentro i parametri del 3%, pagando un debito pubblico che pubblico non è stato mai.

La pensione standard al lordo dopo 45 anni di contributi in Germania è parametrata al 48% dello stipendio (dati 2013). In Grecia, nonostante la crisi terribile che sta attraversano il popolo, si va in pensione con l’80% dell’ultimo salario. Ovviamente gli stipendi greci sono in termini assoluti ben più bassi di quelli tedeschi. Un lavoratore che ha sempre guadagnato in media, per l’anno 2015, € 34.999, raggiunge dopo 31,6 anni il valore della Grundsicherung (sussidio) ovvero € 690,00 – Naturalmente ci sono ben pochi che dall’inizio della vita lavorativa raggiungono guadagni simili. Una persona che lavora tramite un’agenzia di somministrazione di lavoro e guadagna € 1.450 lordi, raggiunge l’importo di 690,00 euro soltanto dopo 63,2 anni lavorativi.

tsipras-varoufakisInsomma la situazione è veramente difficile. Siamo nelle mani della troika che decide sulla testa dei cittadini. E in questo momento è la Grecia che sta rischiando per prima. Tsipras, il premier greco, ha deciso di andare al referendum che sarà celebrato il 5 luglio prossimo. Queste sono le sue parole rivolte al suo popolo: Chiedo a voi di decidere – in nome della sovranità e della dignità che la storia greca richiede – se noi greci dobbiamo accettare un ultimatum dai fini estorsivi che impone una severa e umiliante austerità senza fine e senza la prospettiva di poter reggerci di nuovo sulle nostre gambe economicamente e socialmente. Il popolo deve decidere liberamente se accettare o no il ricatto (clicca per leggere il testo integrale del discorso”.

Tsipras ha avuto molto coraggio e sta rischiando tutto. Il problema riguarda il futuro dell’Unione e quello di ogni singolo paese. Bisogna decidere se accettare o meno una politica europea che tende a limitare l’autonomia dei singoli Stati, la loro democrazia e la libertà economica.

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