Greta e i suoi denigratori

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Autore originale del testo: Alfredo Morganti

di Alfredo Morganti – 17 marzo 2019

Sulla giovane donna 16enne svedese, che comunque ha più coraggio, determinazione e idee chiare di tanti suoi fustigatori o sovranisti duri e puri nonché severissimi militanti da convegno o da tastiera, ne ho davvero sentite di tutti i colori. Compresi gli insulti per interposto profilo di un economista saltafossi. Quella ragazzina (o anche solo il suo mito, la sua idea, persino la sua immagine mediatica) ha mobilitato milioni di coscienze su una causa assolutamente giusta (a meno che non si tacci di politicamente corretto la proposta di salvare la Terra dalla sua certa fine, terrestri compresi). Quanti altri sono stati capaci di farlo, oggi, nelle condizioni date, su questo e su altri temi? Io dico nessuno.

Non significa che questa battaglia sia perfetta e che i suoi modi ci debbano lasciare del tutto soddisfatti. Significa che la politica si fa per mobilitare donne e uomini su questioni e problemi, e che questa presa di coscienza vasta, diffusa consente poi di tentarne la soluzione. Greta (o il suo mito o la sua immagine mediatica) ha indicato uno strada e lo ha fatto con estrema semplicità, così come avrebbe potuto fare una donna molto giovane (minorenne persino) in un mondo globale, saturo di comunicazione e con i decenni contati. Adesso tocca alle autorità, alla classe dirigente, alle élite dare una risposta all’altezza di milioni di coscienze. Sbagliato invece fare le élite (reali e social) che, nel migliore dei casi, fanno spallucce dinanzi al movimento o, nel peggiore, insultano o denigrano la sua portabandiera.

Alla destra questo volgare contromovimento viene benissimo – non vorrei che anche una parte della sinistra continuasse a esibirsi in questo circo: perché lasciare agli antigretisti l’antigretismo? Perché non fare i parrucconi insultando i giovani con gli iphone in corteo, digitando direttamente da un iphone? Vi dico la verità, sono disgustato. Non c’è nulla di più ‘politicamente corretto’ che testimoniare oggi il politicamente scorretto, magari a colpi di gratuite volgarità ai danni di una sedicenne.