I fatti di Lucca

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Autore originale del testo: Franco Cardini
Fonte: Minima cardiniana

di Franco Cardini – 30 aprile 2018

A differenza che su Alfie, sui fatti di Lucca di qualche giorno fa (l’aggressione al docente in una scuola superiore), mi esprimerei volentieri: ma preferisco risparmiarvi le mie intemperanze di vecchio professore reazionario che nei confronti degli studenti indisciplinati auspicherebbe il ripristino delle pene corporali accompagnato da grosse multe pecuniarie per le famiglie. Passo quindi la parola a un’amica e collega ch’è ottima insegnante liceale – una che non si meritava la “Buona Squola” – del parere della quale approvo e sottoscrivo quasi tutto (escluse la richiesta di mantenimento dell’anonimato e la citazione delle lapidarie frasi di Antonino Caponnetto).

La collega che ha redatto questo contributo sarà da me richiesta di fornircene anche altri, a condizione tuttavia di rinunziare all’anonimato. Quando si combatte, bisogna farlo responsabilmente e allo scoperto.

Da Orizzonte Scuola di sabato 28 aprile

“Aggredito un altro docente: un accendino acceso e la classe che urla – Bruciamo il prof! -”

Un docente, sui quarant’anni, è stato aggredito in una classe quarta da due studenti maggiorenni, già ripetenti, di un istituto in provincia di Pesaro.

Ne parla il restodelcarlino.it

Uno di loro aveva in mano un accendino acceso; mentre l’intera classe gli urlava di dar fuoco al professore, l’altro gli è andato vicino sferrandogli uno spintone. La scena è stata ripresa dai cellulari,il video è arrivato comunque alla preside. Il docente non aveva detto nulla, ma la preside ha riconosciuto classe e docente. I ragazzi sono stati sospesi fino alla fine dell’anno scolastico e ripeteranno la quarta. Un terzo studente, che incitava più degli altri, è stato identificato.

E ancora

Uno studente butta a terra un docente per un compito non svolto: frattura di un dito e contusioni

Udine, scoppia un diverbio: studente si scaglia contro un professore che cade a terra

È successo allo Stringher, al culmine di un battibecco per un compito non svolto. Quindici giorni di prognosi per il docente che si è visto costretto a ricorrere alle cure dei medici del pronto soccorso: cadendo a terra si è procurato la frattura di un dito e contusioni alle gambe

E ancora

Studente punta una pistola al prof: “Alza le mani e abbassa la testa”

Bullismo, pistola giocattolo alla fronte: studente umilia un professore. Denunciato

Riprende lo studente davanti alla classe, ma quest’ultimo gli avrebbe intimato di alzare le mani e abbassare la testa puntandogli una pistola alla fronte, l’arma si è poi rivelata un giocattolo. E’ successo in un istituto superiore in provincia di Pisa: il ragazzo, un diciasettenne è stato sospeso e indagato per violenza privata continuata, minacce e ingiuria. Il Tribunale dei Minori ha aperto un fascicolo.

***

Per quanto ancora dovremo sentire notizie come queste ? Finchè un giorno,neanche troppo lontano,uscirà la notizia di un docente gambizzato o ucciso in qualche parte d’Italia? Credo sia oramai acclarato che il fenomeno della violenza sui docenti si avvii ad equiparare quello dei femminicidi.Solo pochi giorni fa i fatti di Lucca. Ma le responsabilità di quanto sta accadendo di chi sono ? Chi è chiamato in causa? E’ già da un po’ che leggo di tutto e di più su quanto accaduto in una scuola di Lucca nei giorni scorsi: psicologi, dirigenti, psicanalisti, tuttologi… Praticamente è tutto un analizzare le motivazioni che potrebbero aver scatenato l’evento. Non sono una psicanalista, ma solo una delle tantissime anonime docenti che vive ogni giorno sulla propria pelle, la decadenza di una scuola che, se non verranno presi a breve dei rimedi, sprofonderà negli abissi.

E’ una decadenza, non solo culturale, visto che la globalizzazione vorrebbe toglierci la nostra identità, ma anche  e soprattutto morale. Da un lato, una scuola che per secoli è stata considerata un esempio, rischia di essere fagocitata dai comandamenti della globalizzazione che quasi quasi vorrebbero la Divina Commedia tradotta e commentata in inglese ( a breve l’italiano diverrà al 2° lingua) e che invitano le nuove generazioni a diventare sempre più informatizzate,ma non in modo sano, no: un’informatizzazione che crei degli automi… Non più il Cogito ergo Sum di cartesiana memoria bensi il Digito ergo sum…

…Dall’altro lato una scuola che, anziché recuperare i dettami del senso morale,rispecchia sempre di più, amplificandolo persino, lo scadimento della società odierna. Rispetto, educazione, linea di demarcazione tra il bene e il male, consapevolezza degli ambienti in cui ci si trova sono un’utopia.

Chi sono i responsabili di questo degrado? Proverò ad elencarli,chiedendo venia se il linguaggio adottato non sarà di tipo socio-psicanalitico. In primis metterei i sistemi di informazione rappresentati sempre più spesso da programmi televisivi che inviano messaggi fuorvianti che invitano al possesso di oggetti, perché se non hai non sei. E, dunque, chi non ha, fa di tutto per possedere,ricorrendo anche a mezzi illeciti. A seguire l’odierno sistema giudiziario che manda messaggi del tipo: commetti reati e ne verrai fuori prestissimo anche col privilegio della riammissione in società. E ancora famiglie ahimè troppo spesso inadeguate a svolgere il ruolo genitoriale. Ma a questo quadro già di per sé catastrofico una grossa mano è stata data dalla scuola degli ultimi 5/7 anni. La scuola, da istituzione nata per formare le nuove generazioni è divenuta un’azienda che deve attirare sempre nuovi clienti,leggi i ragazzi, e, a tal fine, ha optato per un atteggiamento permissivista e lassista di fronte ad episodi di grave mancanza di rispetto nei confronti del docente, che,protrattisi a lungo,hanno fatto sì che alcuni allievi si siano sentiti autorizzati ad usare violenza contro un docente certi che resteranno impuniti.

Ultimamente si sente molto spesso di allievi che rispondono al richiamo del docente con un: “Prova a mettermi una nota. Vado dal preside  e poi vedi”. Eh sì perché quanto accaduto a Lucca, ed ora in provincia di Pesaro e di Pisa ed in Dio sa quanti altri luoghi anche se i fatti non balzano alle luci della ribalta, non è il gesto improvviso di una ragazzo, impazzito, ma è un modo fare che si perpetra da tempo con l’assoluta certezza di restare impuniti. Sicuramente ci saranno stati in precedenza comportamenti analoghi che sono stati resettati con un rimprovero in presidenza e poi via. E questa consapevolezza,non solo rende il ragazzo sempre più forte ma lo spinge ad andare sempre più oltre,in una sorta di scommessa con se stesso.

Il messaggio che, ahimè, sta passando troppo spesso,è che i docenti non contino nulla,mentre gli allievi siano importantissimi,non come persone,ma come numeri che portano agio economico ai vertici scolastici. Quindi io allievo posso beatamente insultare un docente tanto non avrò nessun tipo di punizione… La sospensione è vista come un eccesso di rigidità che potrebbe scoraggiare nuovi clienti dall’iscriversi. Se c’è qualcuno che viene richiamato quello è il docente, al punto,che come si è verificato in provincia di Pesaro,il docente, oggetto della violenza ha taciuto.

Di tutto ciò va ringraziato chi tanti anni fa ha regalato l’autonomia alle scuole.Lo sapevate che ora le scuole sono delle aziende e i dirigenti dei menager che fanno di tutto per pubblicizzare il loro prodotto grazie alle open-dei(mi scuso per l’inglese ma fa tanto figo) ? L’importante sono i numeri, l’importante è non perdere le classi. Che importa poi se ci sono classi riformatorio !!!! Di fronte alle lamentele di insegnanti che fanno presente di non essere psichiatri la risposta è sempre la stessa: “Ma anche loro devono inserirsi”!!!! Ecco perché ritengo fermamente che in casi di violenza scolastica siano i vertici dell’istituto, a mettere il coltello nelle mani di questi ragazzi, dando con il loro permissivismo ammantato di carità cristiana un silenzioso beneplacido al loro comportamento violento….

Tuttavia nel rispetto della verità va detto che ci sono tantissimi ragazzi meravigliosi tra le nuove generazioni che sono vittime anche loro,come noi docenti di questo lassismo e pervissimismo mascherati da accoglienza cristiana,ma in realtà dettati solo ed esclusivamente da questioni puramente economiche.E allora chiedo a chi ne ha il potere: fate qualcosa per arginare questo processo distruttivo, ridateci la nostra dignità di docenti, ridate dignità alla scuola. Ed ai ragazzi rivolgo le parole di Antonino Caponnetto:

RAGAZZI GODETEVI LA VITA,

INNAMMORATEVI, SIATE FELICI, MA DIVENTATE PARTIGIANI DI QUESTA

NUOVA RESISTENZA:

LA RESISTENZA DEI VALORI, LA RESISTENZA DEGLI IDEALI.

NON ABBIATE MAI PAURA DI PENSARE, DI DENUNCIARE E DI AGIRE

DAUOMINI LIBERI E CONSAPEVOLI

(…firmando tuttavia sempre tutto quello che si scrive, cara Amica e Collega: altrimenti le denunzie, anche se con tanto di maiuscole, non servono a nulla – con affetto, FC)