I padri, i figli, il razzismo e l’aria che tira

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di Carlo Pontorieri  4 agosto 2018

Ricapitoliamo.

A seguito di certe prese di posizione del nuovo ministro degli Interni, dell’esibita noncuranza nei confronti degli annegamenti nel Mediterraneo e dei crimini in Libia verso i migranti, si scatena in Italia un sentimento di revanche e di odio contro gli immigrati, dai toni riconoscibilmente razzisti. Una decina di ferimenti in una settimana, distribuiti per tutto lo Stivale, tra cui i due tiri a segno con armi a piombini, con una bambina rom di 13 mesi che rischia la paralisi per tutta la vita.

In ultimo, un uovo lanciato contro un’atleta italiana di origine nigeriana la ferisce a un occhio, prima di una importante gara internazionale.

L’opinione pubblica sembra avere un sussulto.

A questo punto, parte innanzitutto la strategia della negazione: un’inchiesta del Corriere della sera, in questa settimana, ha mostrato come esistano centinaia, tra falsi profili Facebook e Twitter, riconducibili a siti russi, che impestano la rete italiana di fake e meme, in sinergia con analoghi operatori della destra radicale del ns. Paese. Per cui, nel caso dell’atleta, in un primo momento si fa notare, semplicemente rovesciando la foto, e mettendo l’originale con quest’altra a confronto, che le bendature sarebbero due, una all’occhio destro, l’altro al sinistro, evidente sintomo di “gombloddo radicalchic”.

Chiunque capirebbe che si tratta di un falso, una semplice operazione fatta con un programma di ritocco immagini, insomma una scemenza. Ma in rete non si cercano notizie, solo conferme alle proprie opinioni, ipotesi, e gusti personali (provate a postare su Facebook o Twitter un pezzo sconosciuto e uno p. es. dei Beatles: praticamente nessuno ascolterà la musica proposta, ma i like saranno determinati il più delle volte dal “pregiudizio”. La rete ribalta pure il famoso circolo ermeneutico gadameriano, fermandosi al primo step: un passo indietro notevole nella storia della civiltà). Per cui molti, soprattutto i meno avvertiti, condividono e approvano quell’espediente primitivo delle foto, tra applausi e ululati.

Ma poiché la realtà spesso è complicata, nel frattempo arrivano le notizie che fanno tirare un respiro di sollievo a mezza Italia, quella sì razzista e xenofoba, ma light, all’italiana, senza spargimento di sangue, almeno non sotto i nostri occhi:

1. il padre del ragazzo che ha lanciato l’uovo è iscritto al PD,

2. il padre dell’atleta è stato accusato di vari e detestabili reati,

3. quei ragazzi avevano colpito anche persone anziane e donne sole, però bianche.

Cosa cambia del fatto, come tale?

Niente.

Il ragazzo è figlio di un esponente locale del PD, dunque anche lui è del PD e il gesto sarebbe addirittura ascrivibile al PD?

La ragazza colpita è figlia di un pregiudicato dalla pelle scura, dunque in fondo se lo meritava, perché scava scava i neri sono tutti criminali?

 Oppure le colpe dei padri è giusto che ricadano sui figli?

Il fatto poi che costoro se la prendessero con tutti quelli che gli apparivano “sfigati” toglie qualcosa al carattere odioso del gesto o non dovrebbe fare pensare che chi se la prende coi rom o coi neri in fondo non ama neppure i bianchi anziani, le donne sole di sera, magari pure i meridionali, chiunque in quel momento gli appaia inferiore e in condizione di non poter reagire?