Il mondo (italiano) alla rovescia

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di Giovanni La Torre – 5 gennaio 2019

1) Certo vocabolario dell’attuale maggioranza governativa ha ridato coraggio e spavalderia a movimenti neofascisti, neonazisti e razzisti che finora vagavano per lo più compressi nel buio del sottobosco politico e sociale. Non si hanno più remore a ostentare sentimenti razzisti contro gli ebrei, i neri, gli arabi, ecc. Anche nel calcio il razzismo ha ritrovato maggior vigore.

Ho notato, però, dalle immagini che scorrono nei telegiornali, che di norma i protagonisti di queste riemerse posizioni politiche non sono biondi con gli occhi azzurri e la pelle rosea, e mi chiedo quale possa essere stato il ragionamento fatto per diventare neofascisti, neonazisti e razzisti. Perché se Hitler avesse vinto la guerra, o se un nuovo Hitler dovesse affermarsi, dopo gli ebrei, gli omosessuali, gli zingari, i comunisti, i deboli di mente, i diversamente abili, avrebbe condotto nei lager, nelle camere a gas e nei forni crematori tutti quelli che non hanno gli occhi azzurri e i capelli biondi (anche il sottoscritto), e questo per selezionare la “pura razza ariana”; quindi i neofascisti, neonazisti e razzisti nostrani, che vediamo nel tg, poverini, non sanno che sarebbero finiti tutti nelle camere a gas che oggi implicitamente evocano. Come dice un personaggio nel film di Chaplin il Grande Dittatore, “lui” doveva essere l’unico “non biondo” vivente;

2) pensavo fosse una battuta o una boutade dovuta alla disperazione di una sindaca che non sa più cosa fare (se mai abbai saputo qualcosa) e invece è diventata legge. Mi riferisco alla possibilità che il comune di Roma possa chiedere l’intervento dell’esercito per tappare i buchi sulle strade della capitale. Dopo questa bella trovata, quando le forze armate italiane verranno coinvolte in missioni all’estero, i locali faranno trovare pronti ai nostri militari cazzuola, secchio, cappello di carta e panino con la frittata per l’intervallo tra un lavoro e l’altro;

3) Abbiamo scritto tante volte che l’immigrazione è l’unica via per cercare di risolvere il problema demografico italiano, che con un indice di fertilità di 1,3 figli per donna è diventato drammatico. Questa è la via che stanno seguendo per esempio Germania e Giappone, che condividono con noi il bassissimo indice di fertilità (il caso (?) vuole che si tratti proprio dei tre paesi che hanno perso la seconda guerra mondiale). Per evitare che i nostri nipoti vivano in un paese demograficamente desertificato, in cui la maggioranza degli abitanti siano anziani, con un terzo delle case vuote (quindi con valore prossimo allo zero), abbiamo bisogno di stranieri che colmino il vuoto e facciano riprendere le nascite. Oltre tutto abbiamo numerosi comuni che si stanno letteralmente svuotando, quindi si potrebbe cominciare proprio con il ripopolamento di essi facendo avviare a giovani stranieri nuove attività artigianali e commerciali. Guarda caso era proprio quello che stava facendo il sindaco di Riace Mimmo Lucano, e noi cosa facciamo? lo eliminiamo!