Il Paese dei Persi

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di Vecchia Talpa  16 luglio 2019

Di Maio se la prende con la CGIL perchè dice che è andato a parlare con uno indagato e che non era nemmeno nei suoi compiti di ministero degli interni.

Ora, che i sindacati abbiano sbagliato dal punto di vista istituzionale a prestarsi alla manovra è indubbio. Ma il compito dei sindacati ormai è non ottenere vantaggi per i lavoratori, ma solo di essere ricevuti da una istituzione qualsiasi. Dal palco durante l’ultima manifestazione, quella unitaria, le parole d’ordine lanciate sono state unità sindacale, su quali obbiettivi, per quale scopo? Ascoltateci, invitateci anche su un tavolino da soggiorno, ma sediamoci intorno!!!
E questo è noto fin dalla nascita del cosiddetto “Sindacato della Concertazione” dopo gli accordi interconfederali del 1993, il Sindacato da organizzazione di lotta e di difesa dei diritti dei lavoratori passò a “Sindacato del Concerto”.
Da un lato. Ma dall’altra!!!

Un vicesindaco e capo del maggior partito italiano che condanna una organizzazione (mica tutti i sindacati, ma solo la CGIL) per aver accettato l’invito di un indagato che era nel suo governo, suo alleato di governo, uomo di fiducia del suo collega vice ministro nello stesso suo governo da lui voluto, da lui salvato dalle indagini, e da lui difeso per ogni sua “scappatella” e che non si pone la domanda “Ma io allora? Ma che ci faccio con un indagato impunito? Che ci faccio con uno sospettato di aver preso mazzette da un paese straniero e per giunta nemico del nostro alleato atlantico?”

Il paese di Franceschiello al nostro confronto sarebbe stato il paese di Bismarck.