Il partito dell’evasione

0
633

di Alfredo Morganti

In Italia c’è un partito dell’evasione corposo, determinato, storico, che ha realizzato in sé l’indistinzione di destra e sinistra. Fluttua, infatti, liberamente all’interno dell’arco politico alla ricerca di mentori, campioni, tutor purchessia, che sostengano la causa dell’evasione in cambio di consensi massicci, tali da poter dire: il popolo è con noi! Un popolo di rider che usa i servizi pubblici senza contribuirvi, che plana sui servizi sociali senza metterci alcuna risorsa, e che magari si lamenta pure se non tutto funziona.

È un popolo che nasconde la propria ricchezza individuale ma non disdegna di godere di quella sociale. Non ha orario né bandiere, ma solo una straordinaria abilità a nascondersi, a mimetizzarsi, a confidare in un esercito di professionisti specializzati a salvaguardare i loro redditi dallo fisco. A questa folla si rivolge la destra in tutte le sue articolazioni, più spezzoni di pseudo sinistra che vagano senza sosta alla ricerca di uno scambio utile tra bonus e consensi, tra fisco e voti. E finché lo schema è questo c’è davvero poco, ma molto poco da fare.