Il progetto dell’Altra Europa: da lista a soggetto politico

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di Roberto Ciccarelli, il Manifesto 29 novembre 2014

Sinistra. Prospettive dopo Piazza Farnese a Roma. Il 12 dicembre allo sciopero generale, a gennaio prevista l’assemblea costituente

Una sini­stra che si vuole met­tere al lavoro e nel frat­tempo cerca di tenere accesa la fiam­mella di un’alternativa. Nel comi­zio dell’Altra Europa con Tsi­pras, tenuto ieri a piazza Far­nese a Roma davanti a un migliaio di par­te­ci­panti, è stata riaf­fer­mata una diver­sità cul­tu­rale rispetto alla tra­sfor­ma­zione del Pd nel pro­getto ple­bi­sci­ta­rio e neo-autoritario di Mat­teo Renzi. E poi anche un’aspirazione: «costruire un nuovo sog­getto poli­tico unendo le forze a sini­stra del Pd» sostiene Paolo Fer­rero, segre­ta­rio di Rifon­da­zione Comu­ni­sta. L’aspirazione è diven­tare «una forza di governo alter­na­tiva al Pd di Renzi come Syriza in Gre­cia e Pode­mos in Spa­gna» aggiunge l’ex magi­strato Anto­nio Ingroia, rap­pre­sen­tante di Azione civile.

A piazza Far­nese ieri c’erano gli euro­par­la­men­tari Eleo­nora Forenza e Cur­zio Mal­tese, poli­tici che hanno rico­perto inca­ri­chi mini­ste­riali nell’ultimo governo Prodi come Gio­vanni Russo Spena, Alfonso Gianni, Patri­zia Sen­ti­nelli o Paolo Cento. E poi espo­nenti dell’area ex Pds Anto­nello Falomi e Giu­lia Rodano. Sono inter­ve­nuti espo­nenti di Syriza, Pode­mos e Bloco de Esquerda.

In Ita­lia que­sta galas­sia di movi­menti, tema­ti­che e espe­rienze a sini­stra del par­ti­tone cen­tri­sta del pre­mier oggi affron­tano un pro­blema. Così lo ha descritto Gior­gio Airaudo, par­la­men­tare di Sini­stra Eco­lo­gia e Libertà: «Non dob­biamo testi­mo­niare una volontà di oppo­si­zione a Renzi, ma fer­mare il suo pro­getto poli­tico che avrà con­se­guenze gravi e dura­ture». La sini­stra, ha aggiunto Airaudo, «non può restare indie­tro ai lavo­ra­tori che lot­tano e chie­dono di orga­niz­zare un cam­bia­mento, ma pur­troppo è quello che sta acca­dendo». Per l’ex sin­da­ca­li­sta della Fiom non c’è tempo: «Dob­biamo esserci adesso, non aspet­tare il pros­simo voto. La poli­tica ha un pro­blema di cre­di­bi­lità e si fa costruendo rela­zioni con que­sti movi­menti». Dello stesso tenore l’intervento di Gianni Rinal­dini, anche lui scuola Fiom. Il rife­ri­mento è all’autunno che ha regi­strato una ripresa dell’opposizione sin­da­cale e sociale, nelle mobi­li­ta­zioni in corso e in vista dello scio­pero gene­rale Cgil e Uil con­tro il Jobs Act del 12 dicembre.

In que­sto ampio spet­tro, la lista Tsi­pras pro­getta di tra­sfor­marsi da con­te­ni­tore elet­to­rale a «sog­getto poli­tico». Il metodo iden­ti­fi­cato è quello di pen­sare l’Europa, insieme ai greci di Syriza e agli spa­gnoli di Pode­mos, ma «agire il con­flitto in Ita­lia». Se i partiti/movimenti di Tsi­pras e di Igle­sias sono cre­di­bil­mente forze che aspi­rano a gover­nare i loro paesi, la sini­stra ita­liana resta con­ge­lata nelle ten­sioni tra le sue varie anime. Dal 10 al 12 gen­naio l’Altra Europa si riu­nirà in una assem­blea costi­tuente, dal 23 al 25 dello stesso mese Sel orga­niz­zerà «Human Fac­tor», pre­sen­tata come una «con­tro Leo­polda». Nel mezzo ci sono gli slanci pro­gram­ma­tici di Pippo Civati e della sini­stra Pd. «La porta è aperta, c’è spa­zio per tutti — com­menta Paolo Fer­rero — Dob­biamo però costruire una sini­stra che non deve inse­guire il Pd ma deve essere real­mente alter­na­tiva alla deriva renziana».

Una pro­spet­tiva con­di­visa da molti ai quali l’idea di un diritto di tri­buna sta stretto men­tre la dia­let­tica con­ser­va­trice è domi­nata dalla destra lepe­ni­sta di Sal­vini e dall’amalgama ren­ziana del «par­tito della nazione». Quello che è certo, come ha scritto ieri su Il Mani­fe­sto Guido Liguori è che «oggi non vi è spa­zio per più di una pro­po­sta poli­tica a sini­stra del Pd». La strada resta quella di una «col­la­bo­ra­zione» (defi­ni­zione di Airaudo) tra le pic­cole realtà costi­tuite della sini­stra per un lavoro in futuro. Nel frat­tempo, si invita a orga­niz­zare ini­zia­tive sui ter­ri­tori, a «stare nei con­flitti», quelli di natura sin­da­cali e quelli sui beni comuni e i ter­ri­tori. Stelle polari: la lotta No Tav, l’opposizione allo «Sblocca Ita­lia» e per Nico­letta Dosio, già can­di­data alle euro­pee, quella con­tro l’Expo e il lavoro gratuito.

«Il rap­porto con il Pd che è diven­tato un fetic­cio e que­sto crea una con­trad­di­zione poli­tica – sostiene San­dro Medici dell’Altra Europa – La deriva ren­ziana la sta scio­gliendo e que­sto crea un tirante col­let­tivo. Gra­zie a que­sto pos­siamo pen­sare di supe­rare le pato­lo­gie della sini­stra. Se dipen­desse solo da noi, non saremmo in grado di farlo. Ma esi­ste un pro­cesso ogget­tivo che ci obbli­gherà ad una col­la­bo­ra­zione. Resto otti­mi­sta». Per la cro­naca, le pato­lo­gie della sini­stra le ha elen­cate la diret­trice de Il mani­fe­sto Norma Ran­geri nel suo inter­vento: «Per­so­na­li­smi esa­ge­rati, dosi ecces­sive di auto­re­fe­ren­zia­lità, insop­por­ta­bili elen­chi di buoni e cat­tivi. Biso­gna rom­pere gli stec­cati, mol­ti­pli­care la par­te­ci­pa­zione. C’è un mare fuori da sol­care con molti vascelli».