Il valore del merito e della competenza in politica

per Vincenzo Musacchio
Autore originale del testo: Vincenzo Musacchio
Fonte: Originale

di Vincenzo Musacchio, 3 ottobre 2018

La politica è senza dubbio un’arte: la gestione della società per il bene comune. Non è un lavoro ma un servizio. Questa straordinaria “arte” è ormai andata perduta. Le capacità sono diventate una colpa, l’inesperienza un valore. E così il Parlamento sta diventando un circolo di dilettanti. Un tempo le classi dirigenti venivano selezionate in base alle competenze, oggi grazie a servilismo e impreparazione. A pagare il prezzo di questa discrazia è tutto il Paese. Abbiamo criticato i politici di professione pretendendo merito e competenze poi abbiamo portato al potere la personificazione dell’incompetenza. Abbiamo consentito la rivincita degli incapaci. Un tempo per “fare” politica bisognava formarsi ed essere preparati e competenti. La preparazione culturale era un requisito, quasi una “condicio sine qua non”.

Oggi il modello è cambiato. La politica non è più una missione, ma un lavoro alla portata dei cd. “dilettanti allo sbaraglio”. Non meraviglia più nessuno il tasso di impreparazione culturale di molti politici. Il fenomeno, sia chiaro, affonda le sue radici negli anni Novanta e culmina, oggi, con l’ascesa al potere dei Cinque Stelle. La selezione dei parlamentari grillini evidenzia tutte le difficoltà nel selezionare le nuove classi dirigenti. Deputati e senatori pentastellati sono stati scelti sulla base di una consultazione in rete contraddistinta da molte accuse, ricorsi e veleni. L’ultima parola spettava al capo politico, che ha il potere di bloccare ogni candidatura a suo insindacabile giudizio. Puoi prendere un milione di voti ma se non sei gradito si apre la botola e cadi giù e i tuoi voti cadono con te privi di alcun valore.  La presenza nelle aule parlamentari della competenza è un dato positivo. La selezione della classe dirigente non può essere casuale.  La nuova stagione che si apre pertanto non è priva di rischi.

Una classe politica incompetente può rappresentare un problema anche per la democrazia. Forse non è un caso se l’astensionismo continua a crescere e gran parte dei giovani non va più a votare. Una volta in Parlamento c’erano persone di grande valore (Moro, Berlinguer, Almirante, Pertini), ora è in mano ai mediocri. A tal proposito mi pongo e pongo ai lettori una domanda: se dovessimo subire un delicatissimo intervento chirurgico, vorremmo il miglior chirurgo in circolazione o uno studente appena laureato? Credo che lo stesso discorso possa e debba pretendersi per un politico che ha nelle mani le sorti di un Paese e quindi di noi tutti.

(Vincenzo Musacchio, Giurista)

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