Il video di Casalino sulle persone Down non è una bufala

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Di Gigio Rancilio – 8 novembre 2018

Una bufala? No, verità. No, è un attacco politico.
Per capire dove sta la verità, dobbiamo chiedervi uno sforzo. Perché questa è una storia ingarbugliata.
Dunque, ricapitoliamo. Il sito Dagospia rilancia un video del 2004 dove Rocco Casalino, già star del Grande fratello, attuale portavoce di Palazzo Chigi e a lungo capo della comunicazione M5S, dice che anziani, bambini e down gli «danno fastidio», lo «irritano» e gli «fanno schifo». A chi gli contesta la parola «schifo», lui spiega in un italiano non perfetto: «È come a te fa schifo il ragno, a me è così. Mi danno proprio fastidio. Mi dà imbarazzo. Non mi va di stare dietro ai vecchietti, ai bambini, ai down».

Da quando è stato messo in Rete, ha prodotto uno tsunami di critiche sui social e non solo lì.
Dopo due ore ecco apparire prima un articolo del giornale web NextQuotidiano che promette di svelare «tutta la verità su un una bufala». Nel testo si sottolinea che si tratta di «un video sul quale però nessuno ha indagato appena sotto la superficie. Perché quelle dichiarazioni sembrano davvero essere in linea con l’immagine che molti hanno di Casalino, quello che vuole fare piazza pulita dei pezzi di m. del MEF o che si lamenta che la tragedia del Ponte Morandi gli ha fatto saltare i programmi per il Ferragosto già tutto organizzato». Sempre secondo NextQuotidiano, la spiegazione di questo video va ritrovata innanzitutto in una lettera del 2007 di Casalino, trovata sul web dopo che in un’intervista alle Iene sosteneva che «i poveri puzzano». Scriveva Casalino: «13 anni fa frequentavo il Centro Teatro Attivo di Milano. In un corso di recitazione si sviluppò lo studio dei personaggi e a me fu affidata l’interpretazione di un personaggio snob, classista, xenofobo e omofobo. Per questa interpretazione, dovevo usare un linguaggio paradossale ed estremista. Per sbeffeggiare l’ipocrisia di molti personaggi pubblici, interpretai questo ruolo politicamente scorretto in una intervista alle “Iene”, utilizzando lo studio fatto nel corso di recitazione».

Ne prendiamo atto, ma cosa c’entra l’intervista alle Iene con questa lezione contenuta nel video “incriminato”? Semplice: le dichiarazioni emerse oggi farebbero parte di quel corso di teatro. Tant’è vero, sottolinea NextQuotidiano che nel video appare alle spalle di Casalino la scritta Centro Teatro Attivo.

Quindi, siamo stati tutti dei fessi ad indignarci per quella che era solo una finta. Tanto più che il Portavoce del Governo ha fatto sapere che «la stampa italiana pubblica vere e proprie bufale sul mio conto, con il solo obiettivo di colpirmi, infangarmi e mettere in dubbio la mia professionalità. È stato pubblicato un video che risale ad oltre 10 anni fa, quando frequentavo il “Centro Teatro Attivo di Milano» . E ancora: le parole che si sentono nel video nei confronti di chi soffre della sindrome di Down «sono inserite in quel contesto e non rappresentano assolutamente il mio pensiero, né oggi né allora».

Caso risolto, quindi? Mica tanto. Dell’incontro esiste infatti anche un video completo, girato per una piccola tv, ma siccome dura 1 ora e 26 minuti pochissimi lo guarderanno per intero. Così chi pensa che Casalino sia quello che si lamentava di non potere fare le vacanze di Ferragosto per il crollo del Ponte Morandi continuerà a pensarlo e chi pensa sia un bravissimo comunicatore che stava recitando e che ora è sotto attacco per questioni politiche continuerà a crederlo.

Noi l’abbiamo visto tutto. Partiamo dalla descrizione che l’accompagna su YouTube. «Dopo aver partecipato al Grande Fratello, l’ingegnere brindisino si fece intervistare dagli studenti del corso di giornalismo della Provincia di Milano tenuto dal giornalista Enrico Fedocci». Dunque, nonostante quella scritta, non si trattava di un corso di teatro ma di giornalismo. Tanto più che nel video si vede chiaramente anche il giornalista Fedocci, che come riporta Wikipedia «dal 2002 è direttore del corso di giornalismo realizzato dalla Provincia di Milano e da Mediawatch tenuto all’istituto di formazione professionale di via Pace a Milano». La scritta alle spalle di Casalino, quindi, come spesso accade in scuole o spazi dove si svolgono più corsi e come dimostrato dal contenuto dell’incontro, si riferiva a un corso di teatro precedente che niente aveva a che fare con la lezione di giornalismo di Casalino registrata.

C’è di più. Un giornalista di Yahoo Notizie si è messo in contatto col Centro Teatro Attivo. Che ha dichiarato: «Il video in questione non è stato girato presso la nostra sede, né in un corso organizzato da noi. Ci riteniamo estranei alla vicenda e prendiamo le distanze dai contenuti espressi. Centro Teatro Attivo è una scuola che promuove da sempre, attraverso il teatro, una filosofia di inclusione».

Su Twitter Enrico Fedocci difende Casalino: «Era la simulazione di una intervista fatta con i miei studenti. Rocco stava provocando. Lo ha fatto per tutta l’intervista. Le cose le ha dette, ma cercando di sollecitare gli studenti che stavano facendo una esercitazione». Ne prendiamo atto. Dopo avere visto il video completo troviamo soltanto molto strano che in nessun momento degli 86 minuti né Casalino né Fedocci facciano riferimento a una simulazione. Senza contare che un’intervista simulata di 86 minuti sarebbe di una noia mortale.

Guardando il video di 1 ora e 26 minuti di quell’incontro si scoprono alcune cose interessanti: 1) Casalino non simula niente ma racconta di sé. 2) Casalino ha davvero sostenuto quelle cose e non c’è nessun indizio che induca a credere sia una simulazione. 3) Tra le varie cose che Rocco ha detto agli studenti ci sono anche: «quando entrai nel Grande fratello mi scoprii manipolatore. Ero malvagio, falso. Manipolai gli altri concorrenti per far fare a loro ciò che volevo»; e ancora: «Io sto lavorando per diventare il vostro capo entro 10 anni, tessendo un’importante rete di amicizie potenti». Ne sono passati 14 invece che 10, ma Rocco ce l’ha quasi fatta.

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 Lo stipendio di Casalino

Rocco Casalino, già numero uno della comunicazione dei 5 Stelle e partecipante alla prima edizione del reality show “Grande Fratello”, con i suoi 169mila euro lordi annui è di gran lunga il dipendente più pagato tra quelli che lavorano negli “uffici di diretta collaborazione” di Palazzo Chigi.