La casta del pappappero

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di Alfredo Morganti – 24 maggio 2018

Ma che significa, cosa vuol dire che adesso ‘la casta sono loro’? La dichiarazione di Renzi è davvero all’altezza della catacombale sconfitta patita dal PD. Come se essere casta voglia semplicemente dire essere al governo, e ne sia perciò un diretto retaggio. Come se chiunque faccia politica al vertice dello Stato, tuteli, solo in virtù di quella collocazione, i propri privilegi personali e null’altro. Una dichiarazione che sottintende una logica grillina, questo sì, che l’ex premier assume in toto, addirittura rilanciandola. A dimostrazione che lo stile populista adottato con insuccesso in questi cinque anni renziani non è stato un escamotage tattico, ma si è depositato culturalmente nel DNA del renzismo, accanto alle primarie aperte ai passanti.

Renzi non vedeva l’ora che si formasse questo governo destro-populista, lo ha persino sollecitato telefonicamente, solo per poter dire quel che ha detto: adesso la casta siete voi, pap-pap-pe-ro! Esibendo con ciò una povertà culturale, un piglio quasi infantile, una limitatezza strategica da far paura. E soprattutto immaginando la politica sempre e solo nella forma di bonus e sgravi quando si è utilmente collocati al governo e di bambinesca ripicca quando si sta all’opposizione perché si è perso tutto, pure la strada di casa.

Già me la immagino l’opposizione che esibiranno e che hanno annunciato durissima: “Di Maio sbaglia la consecutio, pappapero! Conte spende molto per le cravatte, lallalero! Grillo ci arimbarza, bam bam bam!”. Tutto inframmezzato da qualche gne-gne, come una specie di piagnucoloso refrain, che all’asilo nido è di casa.