La dignità dei greci e di tutti noi

per Gabriella
Autore originale del testo: Lucia Del Grosso
Fonte: luciadelgrosso.it
Url fonte: http://www.luciadelgrosso.it/?p=1412

di Lucia Del Grosso   11 luglio 2015

Riflettevo su tre eventi apparentemente scollegati che però mi hanno dato la stessa stretta alla bocca dello stomaco. E’ come se grattassero la stessa ferita.

1) Tsipras vince il referendum in Grecia, però per ottenere gli aiuti, o meglio per non essere sbattuto fuori dall’Euro, ha dovuto presentare una proposta di compromesso. Gli stessi che hanno “gufato” per la sua sconfitta ora lo irridono perché si sarebbe calato i pantaloni. Così non è, come commenta l’ottimo Giglioli su L’Espresso, ma questo è il tenore arrogante dei commenti;

2)  a Prato infermieri ed altro personale maltrattano poveri vecchi malati di Alzheimer picchiandoli e chiamandoli “mummie”;

3) un segretario di partito e un generale della Finanza si fanno amichevoli telefonate in cui l’allora Presidente del Consiglio viene definito “incapace” e si svelano piani per promuoverlo alla Presidenza della Repubblica. Mi domando quanto è “capace” da 1 a 10 chi vuole insediare come Capo dello Stato un “incapace”, ma non è questo il punto. Il punto è l’intollerabile dose di disprezzo che porta a dare giudizi così insolenti parlando con uno che, per la carica che ricopre, dovrebbe essere coinvolto in queste vicende. L’offesa non è nel giudizio, probabilmente Letta pensa cosa anche peggiori di Renzi. L’offesa sta nella leggerezza con cui si stroncano le persone, in questo caso durante una telefonata di auguri di compleanno. Non c’era bisogno di fare lo sbruffone, veramente un atto di arroganza gratuito.

Tre vicende ammantate dallo stesso velo di disgusto, quello provocato dalla vera cifra del nostro tempo: la progressiva estinzione del concetto di dignità.

Che poi si tratti di un giudizio ad un singolo o ad un popolo, di un’offesa morale o materiale, non cambia la sostanza, l’attacco è sempre alla dignità, a quella scintilla che brilla in ognuno di noi e che ci fa essere “degni” di traguardi sempre più luminosi di civiltà.

Ma è solo una questione morale o è una questione politica? No, non è solo una questione morale, è anche una questione politica.

Se fosse solo una questione morale il Papa si limiterebbe a fare la predica e a richiamare le pecorelle arroganti.

E invece anche lui punta il dito contro la pervasività del mercato, che come il blob si espande su tutte le cose e soffoca quelle che non c’entrano con la sua razionalità.

Perché il mercato è misura, prezzo. E la dignità non ha prezzo, è “fuori mercato”. Finché il mercato le lascia il suo spazio vitale, come agli animali nelle foreste.

Ma se il mercato invade tutto le cose senza prezzo si estinguono, come le povere bestie private del proprio habitat.

Perciò si possono offendere le persone, si possono strattonare i poveri vecchi, si può ridurre alla fame e irridere un popolo senza il richiamo della coscienza, altra cosuccia fuori mercato.

Dipende solo dai rapporti di forza se puoi maltrattare corpi o anime, i mercati funzionano in base ai rapporti di forza, eggià.

Ma c’è una roba che è al di sopra dei mercati e perciò questi tentano di oscurarla. Si chiama “bene comune”. Nonè solo l’acqua, è tutto quello che serve al progredire della civiltà. Compresa la difesa della dignità umana.

Da lì la sinistra deve ripartire.

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