La pizza è mobile…

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Ci sono questi tre maschi che, ciascuno in casa sua, aspettano una donna. Si tratta evidentemente per tutti e tre di un’occasione galante: forse è il primo appuntamento, forse si tratta di un’amante, certamente nessuna delle tre donne è la moglie o la fidanzata “ufficiale”. Naturalmente cercano di preparare tutto al meglio: uno apparecchia il tavolo in giardino, uno si mette il papillon – ma siccome non sa fare il nodo, ha comprato un cravattino già fatto dai cinesi – uno ha addirittura messo le lucine di natale sul letto, come a dire “guarda che festa ti sto preparando”. Quest’ultimo per sicurezza ha fatto anche una freccia per indicare dov’è il letto e, visto che pare abiti in un monolocale, bisogna dargli atto di essere abbastanza chiaro nelle sue intenzioni. A parte l’ovvio obiettivo con cui stanno facendo tutto questo, i nostri maschi hanno altri due punti in comune. Tutti e tre stanno cucinando; uso questo verbo in maniera un po’ eufemistica, visto che stanno riscaldando una pizza surgelata. Non dico di cucinare qualcosa voi – comunque basta guardare un video di Benedetta Rossi per riuscire a tirare fuori una cosa commestibile – ma almeno potevate andare in rosticceria. Peraltro solo quello del giardino – che è il più vecchio e quindi il più ricco dei tre – ha due piatti. Le altre due malcapitate si devono accontentare di mezza pizza surgelata.

Ma siccome la mamma dei creativi è sempre incinta, l’altro tratto che accomuna questi tre maestri della seduzione è il fatto che cantano La donna è mobile. Immagino che il creativo – spero proprio non si tratti di una donna – ha fatto forse questo ragionamento: di questi tre si potrà dire che non sanno fare nulla in cucina, si potrà anche dire che sono taccagni, ma non si potrà certo dire che non sono uomini di mondo, conoscono perfino Verdi.
E poi La donna è mobile è una canzone che tutti conoscono, perché ti entra immediatamente in testa, perché dopo che l’hai ascoltata, anche una sola volta, non puoi fare a meno di canticchiarla. Dal punto di vista pubblicitario funziona perché immediatamente associ la pizza a quel brano. Verdi lo sapeva benissimo – non che avrebbero usato la sua musica per vendere tristi pizze surgelate – ma che si trattava di una canzone facile da imparare. E infatti consegnò la pagina con lo spartito al direttore Gaetano Mares e al tenore Raffaele Mirate solo il giorno prima della messa in scena di Rigoletto, con l’ordine di non farla sentire a nessuno. Verdi sapeva che chiunque in teatro l’avesse ascoltata, immediatamente sarebbe uscito per le calli di Venezia fischiettando quel motivo, invece voleva che fosse una sorpresa per il pubblico che l’11 marzo 1851 assistette alla prima di quella sua opera.
Il Maestro Verdi con La donna è mobile scrive un brano molto orecchiabile, ma vuole scrivere anche qualcosa di assolutamente volgare. Quell’incauto pubblicitario chissà se ha ascoltato le parole della canzonaccia che ha voluto mettere in quello spot, per vendere due pizze surgelate in più.
Verdi fa esordire il duca di Mantova con una ballata altrettanto volgare, Questa o quella per me pari sono. E’ l’uomo che si vanta delle sue conquiste e per questo viene ammirato e invidiato dagli altri uomini che sono intorno a lui e anche corteggiato da troppe donne, che non si rendono conto di quanto sia pericoloso questo predatore, tanto più pericoloso, quanto più grande è il suo potere. E il duca nella sua città può tutto, può blandire, può minacciare, può stuprare, nessuna donna potrà mai accusarlo, anzi lo dovranno ringraziare per l’onore che ha fatto loro.
Il duca di Mantova è un personaggio viscido, che usa il suo potere per ottenere le donne che desidera, che non conosce l’amore, perché è capace solo di possedere. E Verdi esprime il disprezzo per questo suo personaggio, il vero colpevole del suo dramma – un colpevole che non sarà punito – proprio facendogli cantare La donna è mobile in uno dei momenti più carichi di tensione dell’opera. E’ l’inizio del terzo atto, il dramma di Gilda si è già compiuto: l’uomo che lei ama e da cui credeva di essere riamata, l’ha violentata e disonorata. Eppure lei lo ama ancora. Sa che il padre lo vuole far uccidere e si dispera per quell’uomo. Che intanto fa a comprarsi una donna – il duca è un maschio che ragiona così, le donne si comprano o si rubano – mentre va da Maddalena, canta appunto La donna è mobile.
Ma Verdi è un maestro del teatro e quelle note oscene torneranno. Siamo alla fine dell’opera, Rigoletto crede di aver compiuto la sua vendetta, davanti a lui c’è il sacco in cui pensa ci sia il cadavere del duca, ma all’improvviso si sente in lontananza una canzone, è quella canzone che Rigoletto ha già sentito tante volte, di cui ha riso, che probabilmente ha cantato anche lui insieme al suo padrone. Riconosce la voce e all’improvviso capisce di chi è il corpo in quel sacco, capisce che la maledizione si è compiuta. Gilda è morta, Rigoletto vive con il suo dolore indicibile, il duca canta, può continuare a cantare le sue canzoni da osteria, può continuare a comprare o a rubare le donne che desidera.
Quindi sapete cosa dovrebbero fare quelle tre donne quando arrivano all’appuntamento? Tirare un bel ceffone a quei tre imbecilli che cantano La donna è mobile. E noi dovremo darne uno anche al creativo.