La sinistra pret-a-porter

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di Alfredo Morganti – 30 dicembre 2016

Spiega la Meli che “Renzi ha in mente di andare alle elezioni affiancato da una lista di sinistra, e non gli dispiacerebbe affatto se a capeggiarla fosse proprio la sua avversaria alle primarie” ossia, in questo scenario, Laura Boldrini. Ecco cosa prospetta il campo progressista dinanzi allo scoglio delle elezioni. Sostanzialmente un’opera di fiancheggiamento pro-renziano e forse nulla più. Ottenendo magari qualche viceministro o persino un ministero alle pari opportunità, perché no? Ovviamente, molte carriere in bilico vedrebbero una speranza di sistemazione. E, prima ancora, avremmo la nascita di un ‘campo’ progressista (ho già spiegato come il ‘campo’ cresce quando scompaiono i partiti: in pratica si tratta di una surroga a tutto vantaggio di un ceto politico preoccupato delle proprie sorti). Che poi se ne senta davvero il bisogno di questo pateracchio è un altro conto.

Renzi, insomma, vorrebbe scegliersi l’avversario interno (al di là se lo riferisca la Meli o meno), e poi vorrebbe anche contribuire a fondare, assieme a Pisapia, un ipotetico ‘campo progressista’ per impiegarlo da subito quale proprio fiancheggiatore alle urne. I conti elettorali sono presto fatti, insomma. Non resta, quindi, che andare a elezioni il più presto possibile, costruendo nelle urne questa alleanza di comodo. Certo, è chiaro che stiamo parlando di una specie di sinistra pret-a-porter, composta da ceto politico senza più ancoraggio, timoroso per il proprio futuro, e perciò pronto a portare una certa quota di voto d’opinione nelle casse renziane. L’arancione diverrebbe il colore del conformismo, del sostegno pieno a Renzi, dell’alleanza elettorale a due spicci, in nome ovviamente dell’unità, del confronto ‘aspro ma unitario’, del bisogno di ‘battere le destre’, della fretta di proporre qualcosa di precipitoso e svagato a un elettorato di sinistra in bilico tra astensione e voto antisistema. È un abborracciamento che, francamente, provoca ben più di una smorfia. E che forse servirà a gettare ancora più nebbia sul destino, quello vero, della sinistra politica italiana.